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Dente @ Teatro Nazionale (MI)

Annalisa Nicastro

Il ‘Piccolo Principe’ della canzone d’autore, sul palco Dente.

Gran successo per la data milanese di Giuseppe Peveri, in arte Dente.
Il paroliere fidentino  il 13 Aprile si esibisce al teatro Nazionale di Milano e fa sold out, un fenomeno sui generis per un cantautore nelle intenzioni di nicchia.
Delicato e disilluso, stralunato, a stupire è la semplicità con cui Dente si muove sul palco e nel panorama musicale italiano.
Il soggetto dipinge con la sua musica un particolare tipo di bellezza romantica e piena di grazia, trovando la giusta chiave per entrare nel cuore di chi lo ascolta.
Con un intimismo quasi autistico Dente canta il suo tempo, con ironico distacco e sincerità cruda, a volte buffa.
Storie di amori perennemente finiti male, infelici e sconclusionati, ma tra le righe c’è sempre spazio per aperture divertenti e per giochi di parole leggerissimi.
Dente coinvolge con confidenza il pubblico, avvolgendo palco e platea con la tipica ironia che da sempre funziona come antidoto alla malinconia dei suoi testi.
Ci trascina in un’atmosfera sognante ed evocativa, memore di un estetica appartenente alla musica leggera italiana degli anni ’60 e ’70, da cui derivano le ispirazioni che da sempre impreziosiscono le sue composizioni e gli arrangiamenti dei suoi brani.
Disincantato e spettinato, è un artigiano musicale senza tempo, predestinato al successo, nonostante per fortuna sia molto lontano dal panorama pop attuale.
Non è difficile credere a come questo alieno mingherlino abbia raggiunto la notorietà, Dente è un cantautore in senso classico e questo è il suo punto di forza maggiore.
Il live di Dente è spensierato e da sensazioni piacevoli, come ‘le risate, le stelle filanti e piedi nudi in mezzo ai campi’, vedi il testo di una sua antica canzone.
Spontaneo e senza fronzoli, alla domanda ‘cè o ci fa’ lui è il tipico esempio di chi ‘cè’ veramente, e questo lo differenzia dalla kermesse dei vari bohémien intellettualoidi che fanno parte del panorama indie.
Anche se il cantautore fidentino proprio indie più non è. Recentemente infatti ha firmato un contratto con Rcs, e questo, nonostante inizialmente abbia insospettito i più scettici, compresa me, probabilmente ha portato i suoi frutti come miglioramento, crescita e maturazione del suo personaggio, mantenendo comunque intatto il suo stile e la sua sensibilità.
La performance è scorrevole ed intima, supportata da una scenografia che riproduce la sala in cui è stato registrato il disco, un ex scuola elementare della provincia di Parma.
Il suono guadagna spazio e sperimentazione, grazie alla band che lo accompagna, valorizzando l’atmosfera e la qualità dell’esibizione.
Particolarmente prezioso e raccolto il momento in cui Dente si mette a nudo e con un essenziale registratore a nastro degli anni ’80 immortala alcune sue canzoni in acustico.
Chiude con la più nota ‘Vieni a vivere’, invitando i presenti ad alzarsi,ed è subito flashback  dei  momenti in cui giovane e naif si esibiva nelle piazzette dei paesi di provincia, esattamente dove anche io l’ho conosciuto per la prima volta. Quanta strada ha fatto da quel giorno.

Noemi Bruni

About the author

Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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