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Dedo: esce “Cuore Elettroacustico”

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Scritto da Red

Accattivante, sexy, smaliziato e malizioso, cinico quanto basta, sociale quanto serve, decisamente e irrimediabilmente intelligente. Ennesima prova come dischi e opere di grande rilievo in bocca ad artisti “fuori” dal circuito dei grandi riflettori della televisione rischiano di restare nell’anonimato. Se uno solo di questi brani fosse messo in bocca a Gazzè, Neffa, Elio o altri che sposano ritmi incalzanti, ballate pop dal retrogusto elettronico, andamenti folli di testi sociali…beh insomma se solo uno di questi desse voce ad uno qualsiasi dei brani del nuovo disco di Dedo, direi che la storia sarebbe totalmente diversa. Ed eccoci qui, ad ascoltare e raccontare” il nuovo disco di un personaggio poliedrico dalle mille facce e tante altre irriverenti sfaccettature. Dedo pubblica “Cuore Elettroacustico” in cui troviamo 10 inediti (di cui uno strumentale il cui titolo “Il ballo del maiale ingrifato” ci riporta al famoso boschetto della mia e della tua fantasia) in cui il suo amato trombone c’è ma non è che faccia il presuntuoso della scena o il saccente protagonista. Per il resto sono tele pop tinte di ska e di sole estivo siciliano con melodie che arrivano al punto e gustose trovate per stamparsi alla mente e non venirne fuori tanto facilmente. E per la maggior parte Dedo si lamenta e fa ironia sullo stato sociale di questo nostro bel paese e di noi bellissimi paesani. Quando suona “Taggami il nervo dell’amore” in cui troviamo il basso di Max Gazzè sembra di essere finiti in uno dei dischi più ispirati di Elio (strano che non sia stato questo il brano scelto per la featuring con FASO che invece ritroviamo più giù in scaletta in “Piango alla TV”). C’è anche spazio per l’elettronica dal sapore “urban style” con il singolo di lancio di cui vi proponiamo il video “Resta sul divano” in cui persino il televisore prova a risvegliarci dal torpore intellettivo che attanaglia il popolo ma niente da fare…bellissima e pungente l’espressione “ho mandato in onda Orwell…ma ti sei addormentato”. E del rock radiofonico in dialetto siculo??? Trascinante e “incomprensibile” (o quasi) questa “Ti manci ‘u quagghiu” che mette la firma anche in questo disco. E con l’unico brano strumentale di questo disco si chiude “Cuore Elettroacustico” e tra “i tg che servono lacchè e l’euro che speriamo torni a farci sognare e a lavorare” Dedo porta a casa un lavoro ricco di ispirazione e di ritmo, un disco che probabilmente attinge tantissimo da troppe forme di vita già conosciute in passato (anche per mano dei lacchè) ma che in fondo non punta affatto alla rivoluzione e all’invenzione di nulla ma semplicemente rispetta e realizza un mestiere a regola d’arte. Play Loud…

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