Cookie Policy

Recensioni

Dead Cat In A Bag – Sad Dolls & Furious Flowers

Fortunato Mannino

I Dead Cat In A Bag ci hanno regalato un capolavoro. Chapeau!

Esistono momenti e situazioni che riescono a trascinare l’anima in un non luogo dove tutto è confusamente chiaro. Non luoghi nei quali realtà e sogno s’intrecciano, per poi perdersi uno nelle mille sfaccettature dell’altro. I pensieri confusi che saporano di sogno del risveglio, quelli che si perdono nella luce diafana del tramonto, gli stessi che di notte danzano ossessivi sull’orlo di un bicchiere e inseguono un senso che non c’è.
Sono le sfumature di grigio a dominare il terzo e meraviglioso album dei
Dead Cat In A Bag, che esce proprio in questi giorni per la Gusstaff Records.
Il titolo di questo capolavoro dal respiro così internazionale, al punto da non sembrare opera di una band italiana, è
Sad Dolls & Furious Flowers. Una quarantina di minuti intensi e imprevedibili, durante i quali un caleidoscopio di suoni, immagini ed emozioni si alternano.
Una quarantina di minuti che si aprono con
Sad Dolls, che ci regala subito col suo intro l’immagine di un agrodolce di un circo col suo carico di storie e sogni, per poi proseguire lenta e cupa. Pochi e intensi i versi, affidati alla voce di Kim Williams, che ci introducono alle atmosfere crepuscolari che impregnano l’intero album: We’re waiting in a dream / Of sad dolls and furious flowers / And we awaken too late /And then go back to sleep.
A seguire Promises in the Evening Breeze con i propositi che svaniscono nella notte disperata, con le sue atmosfere sonore, impreziosite da uno splendido violino, ci trasporta in ambienti decisamente bohémien e apre le porte a Thirsty, che è uno dei vertici di un album già di suo bellissimo. Brano nel quale, come detto all’inizio, la vita con tutte le sue incertezze danza sull’orlo di un bicchiere. S’incastona perfettamente in questo contesto la splendida reinterpretazione di Venus In Furs dei Velvet Underground. L’album si chiude con Furious Flowers, ovvero con lo stesso brano che lo ha aperto, ma cantato in lingua spagnola da un bambino.
L’uso di lingue diverse, all’interno dell’album Le Vent è in francese, di linguaggi musicali che partendo da una matrice folk attingono, senza per questo confondersi ma sublimandosi, a diverse tradizioni, contribuiscono a proiettare quest’album in una dimensione tanto onirica quanto reale.
L’ho scritto all’inizio e in conclusione non posso non ribadire che i Dead Cat In A Bag ci hanno regalato un capolavoro. Chapeau!

About the author

Fortunato Mannino

Fortunato Mannino

error: Sorry!! This Content is Protected !!