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Sound&Vision

Daniele Bazzani al Fonclea

Annalisa Nicastro

Ogni volta che l’otturatore si abbassa per lo scatto viene voglia di chiedere scusa per il disturbo. Sul palco del Fonclea c’è un poeta.

Ogni volta che l’otturatore si abbassa per lo scatto viene voglia di chiedere scusa per il disturbo. È Lunedì 28 Novembre e al Fonclea sul palco c’è un poeta. I suoi versi sono le note di una Larriveè OM-10 anni ’90 ed ascoltarla è come stare intorno al fuoco, sulle rive di un fiume, a sentir raccontare vecchie storie. Il pubblico non è quello che si addice a chi ha partecipato alla prestigiosa “Chet Atkins Appreciation Society” convention in Nashville, ma questo permette a ciascuno degli avventori sparpagliati tra i tavoli della sala di immaginare che il concerto sia suonato solamente per sè.
“If I Blues My Baby”, tanto per scaldare i tendini della mano, apre la scena. “The House On The Lake”, “Close to the heart”, la bellissima “Futre & Noa” sono parte di quel climax che culmina in “Settembre” e ci fa assaporare tutti e tre gli album da solista di Daniele (Daniele Bazzani 2006, Truss Roads e Untitled 2010). Si chiude la prima parte della serata.
Lo spettacolo riprende e sul palco, ora Daniele fa l’amore con una classica del liutaio Bruno Tozzi del ‘82. Le corde diventano di nylon, ma la musica non cambia. Il tocco è sempre magico, ecco “La vie en rose” (Èdith Piaf) e poi un tuffo nella Roma papalina (“Roma nun fa la stupida stasera”) che abbiamo amato a teatro e soprattutto nei film di Luigi Magni.
Ma siamo già in pieno fingerstyle e le unghie di Bazzani graffiano nuovamente il metallo delle stringhe della sua acustica. Daniele ora mostra i muscoli e i muscoli, Daniele, li ha nelle dita. La strepitosa “Budapest”, “Red Steve Boogie”, “Inverno a Marcelji”, un bell’omaggio al grande Doc Watson (“Doc’s Guitar”), “Carroll’s Road”, una rilettura di “Azzurro” (Paolo Conte) sono la cavalcata che porta ad un dolcissimo medley dei Beatles (While my guitar gently weeps/Across the universe). Poi, cala il sipario.
Torniamo a casa pensando a quello che una leggenda vivente come Tommy Emmanuel ha detto di Daniele: “C’è un ragazzo in Italia, Daniele Bazzani, che suona bene, veramente bene”. Effettivamente Daniele è bravo, veramente bravo.

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Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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