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Custodie Cautelari: una nuova Notte Delle Chitarre

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Scritto da Red

Tornano in scena Ettore Diliberto, Anna Portalupi, Alex Polifrone, Salvatore Bazzarelli e Nicola Denti. Tornano le Custodie Cautelari il cui nome per forza di cose deve essere impresso nella piccola e grande storia della musica “leggera” italiana. Le virgolette sono d’obbligo perchè come in questo caso sembra proprio che il tutto si traduca in una chiave rock chitarristica importante. Il nuovo disco ha un nome abbastanza famoso: “Notte delle chitarre (e altri incidenti)”. Il sequel probabilmente del primo lavoro edito da Sony nel 2001. Sono 15 inediti che si aprono con una travolgente “Tic tac la vita che passa” in cui troviamo Clara Moroni e Cesareo. Perchè il mondo delle Custodie Cautelari è un andirivieni di amici, incontri, colleghi musicisti, inedite scoperte e contaminazioni dell’anima. Bel singolo di lancio che ha un andamento decisamente pop radiofonico dal titolo “L’impossibile” in cui troviamo Matteo Gabbianelli dei Kutso e Giuseppe Scarpato. Appena si incattivisce il tema portante quando suona “Pare della musica” con Marco Ferradini, Matt Backer, Cesareo e Gogo Ghidelli. E finalmente arrivano le distorsioni rock di Luca Colombo con la successiva “Tutto per te”. E che dire di un’impronta romantica alla Vasco quando suona “Non volere volare più” dove, manco a dirlo, troviamo Stef Burns. E così via incontrando Giacomo Castellano, Maurizio Solieri, Federico Poggipollini, Ricky Portera, Alberto Radius e tanti altri. “Notte delle chitarre (e altri incidenti)” è lunghissimo, intenso, ricco…forse tutto ha le misure del troppo. A parte le prime due tracce e “Non volere volare più”, sempre da un punto di vista personale, non troviamo grandissimi brani e splendide soluzioni melodiche, di quelle in qualche modo segnano il passo e la differenza. Un disco che inevitabilmente ha mille voci, mille facce e mille identità. Però tra tutte queste io gioco a rincorrere la personalità delle Custodie Cautelari che quasi si nasconde, che quasi sembra avere poca importanza…che quasi il bisogno primario sia quello di incontrare per definirsi in qualche modo più che conoscersi da vicino a prescindere da chi sia il nome che ci passa di fianco. Sensazione pur sempre personali veicolate comunque da un bel disco di altrettanto bella musica italiana fatta a regola d’arte.

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