Recensioni

Corde Oblique – Back Through The Liquid Mirror

Fortunato Mannino

Tradizione, Ricerca, Poesia confluiscono da sempre nei lavori dei Corde Oblique

L’idea di recensire, come quella di acquistare, una raccolta, a dire il vero, da sempre mi ha stuzzicato poco. Vuoi perché, nolente o volente, sono un completista, vuoi perché alcune operazioni mi lasciano molto perplesso, vuoi perché è una tipologia di album che non amo. Fatto sta che nella mia personale collezione ne ho veramente poche. Il Tempo che scorre inesorabile, oltre a ridimensionare di molto l’idea malsana di poter completare tutte le discografie, mi ha regalato anche un po’ di saggezza. Mi ha insegnato, cioè, ad approcciarmi ad un progetto raccolta in modo equilibrato e non istintivo. Ciò non toglie che la maggioranza di queste operazioni, secondo me, ha solo un carattere puramente speculativo ma, per fortuna, esistono anche interessanti eccezioni. Una di queste, come ormai avrete capito, è la proposta di oggi. Back Through The Liquid Mirror, questo il titolo, ripercorre i tredici anni di carriera di Corde Oblique, gruppo napoletano fondato e guidato dal maestro Riccardo Principe. Leggendo su internet, o i comunicati stampa, noterete che la loro Musica viene etichettata come un mix di Folk, Ethereal, Progressive, Neo Classic. Concetti astratti nei quali spesso si pretende di racchiudere la storia e le sonorità di un gruppo.
Ricordo che incontrai musicalmente i Corde Oblique nel 2013, anno in cui fu pubblicato Per Le Strade Ripetute, album che, peraltro, trovò facilmente spazio sulle nostre pagine. Tradizione, Ricerca, Poesia confluiscono nei testi, che la bella voce di Annalisa Madonna esalta, e si sublimano con il suono caldo degli strumenti acustici, regalando paesaggi sonori evocativi e ricchi di suggestioni. L’approccio a Back Through The Liquid Mirror, devo dire, non è stato diverso da altri. La domanda che mi sono subito posto è: che bisogno ha un gruppo, che propone un sound così particolare e raffinato e che ha costruito un solido successo anche all’estero, di realizzare una raccolta? Praticamente nessuno, perché Back Through The Liquid Mirror non è una raccolta vera e propria e, probabilmente, non nasce neanche come tale. È vero che gli undici brani ripercorrono i tredici anni di carriera del gruppo, ma è altrettanto vero che viene cristallizzata la dimensione live del gruppo. Una dimensione spontanea e vera, nella quale ogni brano assume una forma altra rispetto all’originale. L’idea dell’immagine riflessa e dello scorrere inesorabile del tempo sono ben rappresentati non solo dal titolo, ma anche dalla bella foto di copertina, che sembra volerci ricordare che niente è immutabile. Non è difficile, dunque, cogliere gli intenti artistici e, permettetemi, sentimentali che sono alla base di questa operazione.
Per chi conosce e apprezza il gruppo è un’ottima occasione per coglierne un aspetto o per riappropriarsi di un momento vissuto a teatro o in un pub, per chi non lo conosce… un buon trampolino di lancio verso una ricca e bella discografia. Operazione riuscita!

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