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Come2Mex, Forni & Graziano @ Auditorium PdM

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Scritto da Paola Varricchio

Come2me è il racconto di due individualità appassionate, che si sono regalate l’una all’altra

Si è tenuto il 19 aprile, all’Auditorium parco della musica di Roma, il concerto di Francesco Forni e Ilaria Graziano. Come2Mex, un riferimento puntuale sia all’ultimo disco del duo napoletano, intitolato Come2me, che alla loro passione per la musica messicana, alle quali sonorità hanno scelto di ispirarsi per questo concerto e che, del resto, celebrano con alcuni brani inseriti nei due dischi all’attivo, Come2me e From Bedlam to Lenane.
Autrice e cantante straordinaria, profondamente versatile lei, abile chitarrista e compositore originale lui, due forti personalità artistiche che incrociano in diversa misura il cinema ed il teatro, e si incontrano più volte fino a decidere, nel 2012, di fare un pezzo di strada insieme, from Bedlam to Lenane. Il primo è un disco nato quasi spontaneamente, dal resoconto dei live che i due artisti avevano collezionato negli anni. Un disco dichiaratamente folk, ricco di influenze, con riferimenti molto chiari al blues, al manouche, al mariachi e alla musica messicana. Un lavoro davvero bellissimo, ma in Come2me è successo qualcosa di più.
Due è il contrario di uno, lo dice Erri De Luca in un suo libro, e se dovessi definire Come2me lo farei cosi: il contrario di uno, due talenti che non si addizionano ma che completandosi si moltiplicano, dando reciprocamente pienezza ai loro universi emotivi, artistici, espressivi. Come2me è il racconto di due individualità appassionate, che si sono regalate l’una all’altra, e del resto il nome del disco parla chiaro: come to me, vieni da me, ma anche come due me, due, il contrario di uno. La doppia lettura del nome del disco, in italiano e in inglese, richiama l’uso versatile che Ilaria e Francesco fanno anche della lingua, utilizzando l’italiano, l’inglese, il francese e lo spagnolo a seconda del bagaglio espressivo e culturale a cui i brani attingono. Ancora tante le influenze e le contaminazioni, ma non più altrettanto chiaramente riconoscibili, sono ormai assorbite in un tutt’uno autonomo, originale, la magia è avvenuta, è racchiusa in questo secondo disco, e si ripete tutte le volte che Ilaria e Francesco sono insieme sul palco.
Martedì c’è stata magia, come in ogni loro live, Francesco e Ilaria ci hanno accompagnato in un viaggio attraverso una dimensione che appartiene loro, un mondo immaginifico fatto di guerra e di amore, di cavalli selvaggi, di morte, di pirati, di scenari western e fughe parigine. In occasione di Come2Mex hanno scelto di condividere il palco con alcuni musicisti che hanno incrociato il loro percorso artistico e di vita. Quasi subito, sulle note di Io Sono, è salito sul palco Carmine Iuvone, al contrabbasso e alla viola per tutto il resto del concerto. Canzone dopo canzone, si sono aggiunti ai cori Erica Mou, Marco Fabi, Alberto Bianco, Tommaso Di Giulio, Luca Carocci e Antonio Pascuzzi. Un coro di grandi artisti e di grandi amici, che ha riempito il palco di complicità e gratitudine. In uno scenario importante come quello dell’Auditorium, come in un salotto di casa a suonare tra amici (e lo posso confermare), Ilaria e Francesco si sono dati senza filtri, facendoci fare un pieno di stati d’animo, dalla malinconica leggerezza di Giardini di Rose, alla polverosa paura in Cavalli selvaggi, dalla dolce Crying alla graffiante La strada; poi ancora Red&Blues, Dove siamo; accompagnati da un coro di tutto rispetto hanno sviscerato il secondo disco e buona parte del primo. Non è mancata qualche chicca, come Cahin Caha, un brano che uscirà nella versione di Come2me per l’estero, il prossimo 29 aprile. Un testo tenerissimo, in lingua francese, che Ilaria e Francesco amano presentare con una certa ilarità, e che parla di un uomo che si innamora di un pezzo di legno. Un amore denigrato da amici e parenti tanto da spingerlo a riportare il pezzo di legno, che ormai non crede più essere la sua amata, nel luogo d’origine. Ma lì, sul punto di abbandonarlo, il pezzo di legno prende vita, e il suo sogno d’amore viene coronato. La canzone finisce più o meno cosi: l’amore qualche volta vince, e se non ci credete peggio per voi.

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Paola Varricchio

Napoletana di nascita e di appartenenza.
Nel 2010, da una coabitazione con tre amici in un appartamento-bed&breakfast nel cuore del centro storico napoletano, comincio, quasi per gioco, un' avventura chiamata Frammenti: l'apertura di uno spazio di condivisione e di ascolto.
Una cantina, un piccolo palco, l'amplificazione presa in prestito, cuscinoni a terra e tavolini ikea, poi l'acquisto di un pianoforte, il susseguirsi di rassegne musicali dedicate al cantautorato ed alla musica indipendente. D'estate l'organizzazione di alcune date fuori da casa nostra, in luoghi all'aperto ma sempre privati, intimi e quotidiani, che esprimessero vissuto e condivisione. Poi, ancora, alcune date che ci hanno aperto non porte ma portoni, come quello bello grosso del Maschio Angioino. Sei anni indimenticabili, dove affondano le radici del mio amore per la musica indipendente, non quella dei grandi palchi, ma quella appassionata delle grandi sensibilità che, spesso, nascono nelle cantine come la nostra, e tante volte ci rimangono.

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