Cookie Policy

A propos de Recensioni

Color Fest @ Parco Naturale di Platania (CZ)

Ilaria Lupi
Scritto da Ilaria Lupi

IL MIO COLOR FEST E LA CALABRIA, QUELLA CHE HA FAME DI MUSICA

Dalla regina del rock Donatella Rettore ai Coma Cose, la sesta edizione del Color Fest, promosso dall’Associazione Che Cosa Sono Le Nuvole, sembra avere come obiettivo quello di mescolare nella splendida cornice del Parco Naturale di Platania (CZ) un pubblico anagraficamente e musicalmente eterogeneo. Due giorni di suoni ma anche di poesia, di conferme e di novità, una full immersion in un festival estivo dal sapore familiare.
DAY 1: dopo essermi attrezzata di tenda, sacco a pelo, scarpe e vestiti comodi (ebbene sì ho deciso di campeggiare) parto alla volta di Platania verso La Giurranda, un agriturismo a 10 min da Lamezia nel cuore di uno splendido Parco Naturale. La prima cosa che mi salta all’occhio è proprio la location, un dettaglio al quale lo staff del Color Fest ha sempre dato una grande importanza. La fortuna è sicuramente quella di trovarsi in una regione, come la Calabria, che possiede luoghi meravigliosi e sconosciuti ai più che uno staff attento come quello del Color ha voluto valorizzare. Arrivo al camping e mi sistemo nella piazzola che mi è stata assegnata, lo staff è un po’ scombussolato da una pioggia infame che si è abbattuta sul parco nel pomeriggio ma ora il tempo sembra essere clemente e uno spiraglio di sole si affaccia da dietro una nuvola, è il segnale che il festival può iniziare. Sul second stage si parte con Galeffi, cantautore romano attivo sulla scena da novembre dello scorso anno, e si prosegue con il duo milanese Coma Cose.
L’atmosfera cambia per l’arrivo sul main stage di IOSONOUNCANE accompagnato dall’artista sardo Paolo Angeli, un’esibizione sperimentale, rischiosa e particolare, proprio come la chitarra sarda a 18 corde suonata da Angeli, un ibrido tra chitarra, batteria, violoncello e baritono. Le pause tra i vari concerti sono sempre accompagnate e seguite con attenzione dai dj del Color che ci tengono a non lasciare mai ad orecchie asciutte il pubblico, io ne approfitto per bere una birra e fare un giro. Tra i vari stand di merchandising degli artisti trovo anche il banchetto de La Guarimba International Film Festival, in programma ad Amantea dal 7 all’11 Agosto, e del FRAC, Festival di Arti Contemporanee che avrà luogo il 10 e 11 agosto alla Villa Margherita di Catanzaro, a testimoniare quanta fame di cultura e di riscatto ci sia da parte dei giovani di riportare in alto il nome di una Calabria che qualcuno prima di loro ha tentato di violentare.
E’ arrivato il momento di avvicinarsi al palco principale per ascoltare Willie Peyote, una bellissima e graditissima sorpresa che mi ha ricordato, anche se odio i paragoni tra artisti, un giovanissimo Caparezza (e questo è il complimento più bello che io possa fare); a seguire l’esibizione di Miss Rettore (per carità non chiamatela Donatella) che con forza, potenza, umiltà e classe fa ballare tutto il pubblico. Ultimi ma non ultimi i miei amatissimi Zen Circus, anche dopo aver visto cinque concerti in un anno rimangono una grande conferma.
Il pubblico del Color Fest non è ancora stanco e allora ci pensa Dj Ango Unchained a far muovere e a far saltare tutti, ci provo pure io ma la mia scarsa abilità da ballerina e il mio poco allenamento mi fanno finire seduta su una pietra con una birra a guardare dall’alto il dj set e a rendermi conto dell’atmosfera vera e sorprendentemente emotiva che solo un festival estivo può creare.
A chiudere la prima giornata di Color Fest ci pensa Nicolò Carnesi con un dolce ed intimo live in acustico dedicato agli ospiti del camping. Ormai sono passate le 5 del mattino, il giorno uno è finito e il giorno due sta per iniziare, chiudo la tenda e vado a dormire con le orecchie e il cuore che esplodono di gioia.
DAY 2: la luce calda del mattino filtra attraverso la mia tenda e nella pace del Parco Naturale di Platania mi risveglio per andare a farmi un bagno alla piscina che l’agriturismo ha messo a disposizione per noi campeggiatori del festival. Poco prima di pranzo assisto al primo esperimento live di N.A.I.P. attrezzato di octapad e loop station, si cela dietro questo artista una personalità con delle idee chiare ma originali che lasciano l’ascoltatore piacevolmente stupito e incuriosito da ciò che sarà.
Il tempo di mangiare qualcosa e mi immergo nell’atmosfera delicata e sognante del live di Her Skin (Sara Ammendolia), giovanissima artista di Modena. Il pubblico si stende sul prato e si lascia trasportare dalle sonorità folk alla Bon Iver di questa timida e dolce cantautrice.
Nel frattempo il pomeriggio si fa strada, iniziano i soundcheck e io prendo posto con il telo sul prato di fronte al second stage dove si esibiscono una carrellata di artisti di vecchia e nuova conoscenza. A partire dall’alternative rock/post-punk dei Nimby, band calabrese nata nel 2009, passando per la giovane cantautrice Nel Giardino (Chiara Giardino), artista curata dalla neo etichetta discografica Mamma Dischi (di Mirko Perri direttore artistico del festival) con un singolo in cantiere che uscirà a breve, fino ad arrivare a Cimini, giovane cantautore cosentino di nascita e bolognese di adozione, una vecchia conoscenza in casa Garrincha Dischi con il suo album “La legge di Murphy”. Quello che noto è che il Color Fest diventa per questi artisti il posto dove suonare davanti ai propri amici e alla propria famiglia e quindi il momento di non deludere le aspettative di chi ci ha sempre creduto. Anche io mi godo e respiro un po’ quest’aria di casa e continuo con i concerti di Francesco De Leo, frontman e fondatore della band L’Officina della Camomilla e con l’eclettica esibizione di Clap! Clap!, DJ fiorentino classe ‘81 nella cui musica le sonorità africane si mescolano con l’elettronica d’occidente per un risultato che fa tremare il prato del Parco di Platania. E’ proprio questa potente esibizione che lascerà spazio alla band più attesa nella line up pomeridiana del second stage: i Sick Tamburo.
Tra queste esibizioni c’è spazio anche per quelli che (non me ne vogliano gli altri) sono stati i miei 15 minuti preferiti ovvero un connubio di musica e poesia messo in scena dal progetto Quello Sporco Duo di Francesco Villari e Peppe Porcino. Probabilmente facendo leva sulla mia passione per la fusione di poesia e musica e sulla birra che avevo nel corpo questo duo è riuscito in pochi minuti a farmi emozionare e a creare un’atmosfera profondamente intima.
Il festival continua con un turbinio di concerti, la serata inizia con i Bud Spencer Blues Explosion e continua con gli attesissimi live di Frah Quintale e Cosmo, tra gli artisti più in voga nel calderone indie dell’ultimo anno.
A chiudere il tutto il dj set di quei balordi del trio PSNZZT, abituali frequentatori del festival lametino e presenza fissa di molti festival calabresi e non.
Dalla postazione del fonico mi godo gli ultimi tre scenografici concerti di questa sesta edizione del Color Fest, mi guardo intorno e mi fa sorridere quanti momenti e personalità diverse possano coesistere in un festival, due amanti che si baciano e due che si urlano contro, due ragazzini appena quindicenni che impazziscono per il loro idolo del momento controllati da qualche genitore che si guarda perplesso, quattro amici spensierati e rilassati sdraiati su un prato e quattro stanchi ragazzi dello staff che corrono per far sì che tutto funzioni al massimo.

In chiusura voglio ringraziare tutto lo staff del Color Fest ricordando a tutti che organizzare una cosa del genere è mostruosamente complesso e che farlo con il sorriso lo è ancora di più.
Il mondo dei festival estivi è un mondo di musica parallela, corre su binari simili a quelli del normale concerto ma non ci si avvicina mai del tutto. Grazie a tutti.

Articolo e Foto di Ilaria Lupi

 

About the author

Ilaria Lupi

Ilaria Lupi

“Nasco in radio con un paio di cuffie e un microfono. Morirò ascoltando i Pink Floyd.”

error: Sorry!! This Content is Protected !!