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Recensioni Sound&Vision

Colapesce – Infedele @ Latteria Molloy

Claudio Donatelli

Il meglio del nuovo, che si riunisce per mettere in musica una dichiarazione di libertà, un manifesto della libera creatività in musica

Colapesce continua con successo la serie di concerti che lo vede già da tempo calcare i palchi più importanti per presentare il suo album L’Infedele. Lo scorso 13 aprile è salito sul palco della Latteria Molloy a Brescia  accompagnato dalla Infedele Orchestra, ed anche qui è stato un gran successo.
Lo avevamo predetto in tempi non sospetti, gli anni zero dieci saranno ricordati, sicuramente dalle nostre parti come l’ingresso del pop sound nelle segrete stanze dell’underground. L’occasione fu proprio scrivendo del disco di esordio del musicista e cantante siciliano Colapesce, Un Meraviglioso Declino (2012). Da quei giorni ad oggi moltissimi sono state le band o i solisti che si sono cimentati con suoni più morbidi, melodie rotonde, ritornelli troppo e spesso accattivanti. Fine, stop, buio!
A novembre è stato pubblicato Infedele, terzo cd di Colapesce, che segue ad Egomostro, altro successo nella discografia dell’autore e musicista. Anche per questo nuovo episodio, Lorenzo si fa aiutare dall’ottimo Mario Conte ai quali si aggrega IOSONOUNCANE, insomma la compagnia non è niente male. Il meglio del nuovo, che si riunisce per mettere in musica una dichiarazione di libertà, un manifesto della libera creatività in musica, che non si aggrappa ai mutandoni di nessuno. Nel finale fiati in libertà, Pantalica sposta i confini e si alza in volo come in un sogno notturno, poesia e innovazione per cantare una nuova nascita. E poi eccola qui, Ti Attraverso, la canzone romantica di Colapesce per eccellenza, che sembra tutt’altro, ma così è, un modo strampalato, cinico, fantasioso, per parlare di sentimenti e amore, una canzone che non ti lascia tanto facilmente, ha il sapore dei limoni siciliani e puzza tanto di fumo di Londra.
Infedele presenta tante variazioni e cambi, è un disco molto vario nei suoni e nei racconti, anche se il mare sembra essere sempre lì che osserva, Vasco De Gama si muove come un vero viaggio, suoni dal sud arrivano a sfiorare le nostre orecchie, una sensuale chitarra acustica arpeggia e accompagna, su ritmi sintetici, l’esploratore alla scoperta di un corpo. Muovendo verso nord si entra in un club e si rimane colpiti dal groove di Compleanno, un piccolo gioco di mutazione perché la musica sintetica altera lo spazio, lo modifica per poi esplodere nel finale in un mare di colori e luci. Si chiude con Sospesi, voce e piano, malinconicamente, per cantare l’amore con ironia e profondità.

Articolo di Claudio Donatelli
Foto di Daniele Marazzani
Colapesce @ Latteria Molloy, 13.4.2018

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