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Cinè – Giornate di Cinema , report

Cinè- Giornate di Cinema ha presentato dati confortanti sulla ripresa del Cinema nella prossima stagione

Chiunque sia andato a vedere un film in sala ( e non sullo schermo di un computer ) negli ultimi tre mesi (circa) sicuramente non avrà faticato a trovare posto, a confermarlo sono i dati presentati a Cinè, storica reunion per gli esercenti delle sale cinematografiche italiane che, quest’anno, si è focalizzata non tanto sui bassissimi incassi della stagione corrente ma sui confortanti dati di una possibile ripresa nella prossima. Questo il focus che Cinè- Giornate di Cinema ha presentato dal 2 al 5 luglio a Riccione.
Partiamo però da una premessa: qualsiasi esercente vi dica che la crisi di quest’ultima annata era inaspettata vi sta mentendo o, semplicemente, non ha fatto bene i propri conti: era sufficiente guardare i listini delle case di distribuzione per capirlo, tanto che i grossi gruppi hanno fatto tesoro di questi dati fin dall’apertura della scorsa stagione per pianificare un piano di abbassamento spese in base agli incassi previsti per affluenza di pubblico, nonostante ci siano stati titoli come ” Coco “ o ” Black Panther “ che hanno comunque portato un grosso introito sono stati troppi i titoli rilasciati che non hanno attirato l’attenzione.
Il problema di questa scarsa affluenza non è dato dai titoli in se ma dalla scarsa promozione che viene loro dedicata: in alta stagione c’è una media di otto release a settimana che, in un paese come l’Italia, è un numero elevatissimo che non permette un’accoglienza equa. in base al numero di strutture e di schermi.
Mi viene in mente il caso di un film meraviglioso “Roman J. Israel, Esq.” per il quale Denzel Washington ha addirittura ricevuto una nomination all’Oscar come miglior attore, ebbene questo titolo è uscito in sordina senza il supporto di un’adeguata campagna pubblicitaria e dopo una settimana rischiava già di essere tolto dalla programmazione di diverse sale, grazie però al passaparola il film ha avuto un’inaspettata ripresa, il problema è che stiamo pur sempre parlando di una grossa produzione che ha partecipato all’ultima edizione degli Academy Awards ed è allarmante che riceva un’accoglienza cosi timida dal box office di un paese che ha una solida tradizione cinematografica alle spalle, questo accade perché i giovani ( 13-35 anni ) che sono il pubblico a cui l’industria sta mirando, non sono più invogliati a spendere i loro soldi per andare a vedere un film nel modo in cui andrebbe visto e l’alternativa non è Netflix o lo streaming ma, semplicemente, passare il pomeriggio /serata in un altro modo.
Rimane inappropriato puntare il dito contro le nuove piattaforme di VOD che sicuramente tolgono una grossa fetta di mercato ai cinema questo perché il pubblico trova più friendly ll rapporto che hanno instaurato con il web, ciò non significa che le sale debbano ricorrere ad una vergognosa svendita del biglietto mettendosi alla pari dei suoi ” avversari ” perché ciò comporterebbe sminuire il valore di una visione rendendo il cinema accessibile a chiunque quando deve esserlo solo chi il film lo vuole davvero vedere, è poi necessaria un’intesa tra esercenti e MIBACT per ottenere maggiori sgravi ( anche sul costo del lavoro ) ed una diminuzione delle imposte SIAE che stanno rendendo impossibile l’acquisto di un biglietto intero costringendo le sale a ricorrere alla vendita di abbonamenti per fidelizzare il cliente.
Basterebbe quindi trovare un punto d’incontro comunicativo tra esercenti e nuove generazioni senza compromettere usi e costumi di due generazioni cosi diverse ma, al contrario, avvicinandole.

About the author

Alessandro Bertoncini

Alessandro Bertoncini

Originario di Parma, durante l’adolescenza sviluppa una forte passione per il cinema e l’arte visiva. Studia fotografia e cinematography alla Rome University of Fine Arts e London Film School, a 19 anni esordisce con Fade e nel 2017 cura la fotografia del documentario “ non c’è più tempo per dormire “ e di “ Questo sono io sull’altro lato della terra “ presentato allo SFC del festival di Cannes 2017. I suoi stipendi sono destinati all’acquisto di album di musica folk/rock, pellicole o Caffe.

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