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Interviste

Cicco Sanchez, Intervista

Ilaria Lupi
Scritto da Ilaria Lupi

“la trap e l’indie sono a livello di numeri il nuovo pop e anche le radio non possono più ignorare tutto questo”, Cicco Sanchez

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con il rapper e cantautore urban torinese Cicco Sanchez, classe 1993.
Tra la passione per la Juventus e il rapporto col mondo dei social ci svela anche l’uscita a brevissimo del suo nuovo singolo.

Partiamo dal principio: quando hai scritto la tua prima canzone in assoluto?
Avevo quindici anni, se non ricordo male, e registrai la prima canzone a casa di Freeso (che è il producer con cui sto lavorando ancora oggi) perché aveva uno “studio” in camera sua.

 Chi era il tuo idolo quando eri adolescente?
Fino a quando non ho scoperto la musica e il rap, perdendo completamente la testa, ero super fan del calcio e della Juventus. Il mio idolo era Edgar Davids: stile, grinta e tecnica tutto in un solo uomo.

In Italia negli ultimi due anni c’è stata una vera e propria esplosione del genere hip hop/rap, immergendolo nella realtà più pop del CantautoRap (definizione coniata dal rapper Dutch Nazari). Cosa ne pensi di questo cambiamento che c’è ora nella scena musicale a cui appartieni, che non è mai stata una scena facile?
La scena è molto florida e non posso che esserne felice. La trap e l’indie sono i due generi di punta in questo momento e a livello di numeri sono il nuovo pop. Il cambiamento doveva arrivare, prima o poi, e finalmente sono cambiate le carte in tavola, adesso anche le radio non possono più ignorare tutto questo.

Parlando ora dei tuoi pezzi: dopo la pubblicazione nel 2017 di un brano al mese sul tuo canale YouTube hai deciso di iniziare questo 2018 con un brano, “Pardon”, che riprende il tuo personale cambiamento artistico già preannunciatoci con “Luna”. Cos’è cambiato in te e in quale direzione hai intenzione di procedere?
Sicuramente c’è più consapevolezza di quello che stiamo facendo, che forse prima non c’era. Stiamo lavorando molto di più sul sound e sui video per dare più qualità e meno quantità. Siamo sempre in studio e in prima persona con il mio team wakeuproad lavoro ai miei video. Dall’idea allo sviluppo fino al montaggio, i miei occhi, le mie braccia e la mia testa sono sempre presenti.

Hai definito il tuo sound attuale “afro-RnB”, un suono dal respiro più internazionale al quale sei arrivato anche grazie al lavoro in studio con il producer e rapper Freeso. Raccontaci di questa collaborazione esplosiva.
Come ti dicevo prima, ho registrato il primo pezzo a casa sua quando avevo quindici anni. Ci siamo persi per un sacco di tempo per poi ritrovarci due anni fa e iniziare questo percorso insieme. Io non lavoro con altri producer perché solo con lui riesco ad avere quel feeling: negli anni si è creata un’intesa che non è facile trovare con altri. Ci piace la stessa musica e questo si riversa sulla nostra, abbiamo coniato il termine afro-RnB per poter definire il nostro sound, anche se non ci piace etichettarci e sperimentiamo sempre in studio.

Il tuo ultimo singolo, disponibile su Spotify, si chiama “Selfie”, un titolo che rimanda immediatamente al mondo degli smartphone e dei social. Un mondo in cui ogni cosa viene consumata in maniera veloce e vorace e la musica non fa eccezione. Tu come ti rapporti con questo mondo e quali sono i pro e i contro che hai riscontrato musicalmente parlando?
Io sfrutto i social per poter interagire con chi mi ascolta. Trovo che sia incredibilmente immediato e questo ha i suoi lati positivi e negativi. Sicuramente la priorità e il traino sarà sempre la mia musica e non le Instagram story, ma perché non usarle per promuoverla?

Se dovessi consigliare a qualcuno che non ti conosce un tuo brano quale sarebbe e perché?
Il prossimo. Perché è sempre quello che preferisco…

Quali sono i progetti in cantiere per il futuro?
Magari un disco. Chissà… Abbiamo una cartella sul desktop piena di provini e canzoni nuove, in un modo o nell’altro usciranno ma non saprei ancora dirti come.
Di certo, posso dire che sta per uscire un nuovo singolo a breve.

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Ilaria Lupi

Ilaria Lupi

“Nasco in radio con un paio di cuffie e un microfono. Morirò ascoltando i Pink Floyd.”

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