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Recensioni Soundcheck

Chiara Giacobbe – Lionheart

Scritto da Red

ci regala un disco, un lavoro, una sua personale esperienza di vita

La famosa violinista degli Yo Yo Mundi, e di tantissima altra carriera, sforma il suo primo lavoro di inediti personali dal titolo “Lionheart”. Una canzone che dal violino prende radici e ispirazioni e il più delle volte è tutta la sua scrittura ad aggrapparsi al suono del violino stesso e al suo naturale habitat. Ma spazia anche altrove, in questo inglese delle volte accademico (almeno sembra al mio orecchio), sfogliando pagine di rock classico da strada, da grandi route come la bellissima “No Place ti Hide” o l’energica “Let You Breathe” – e potrei citarne molte altre visto che questo è il taglio di gran parte del disco. Bellissima la title track che forse rappresenta il momento più pop americano che ci sia, che, così al primo impatto con le mie emozioni, mi rimanda a quella statuaria “Sunday Morning” del Velvet (e non uccidetemi vi prego).
Ma andiamo anche oltre se ascoltiamo brani come il singolo di lancio “Particle Physics” che si apre con scenari di cornamusa scozzesi e poi diviene un pop irlandese alla Go Go Dolls… o il bellissimo ragtime da porticciolo anni ’30 con “Alice” o un inseguimento western di noialtri con “High Fidelity” (titolo emblematico per chi ama i vinili…).
Nel disco anche due strumentali di cui citiamo ovviamente “My Mexico” in cui, manco a dirlo, è proprio li che vogliamo essere trasportati.
Chiara Giacobbe ci regala un disco, un lavoro, una sua personale esperienza di vita. Chissà che cosa accadrà ora, se ci ha preso gusto ad essere Chiara Giacobbe o se la sua vita resta perfettamente in equilibrio appena dietro la linea di fuoco, all’ombra dei riflettori importanti, dove danzano i violini e dove vivono le melodie portanti di tutta la scena.

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Red

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