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Recensioni

Il Cerchio D’Oro – Il Fuoco Sotto La Cenere

Fortunato Mannino

Con questo album Il Cerchio D’Oro ha ravvivato il suo fuoco creativo

Il 2017 è stato un anno ricco di soddisfazioni per SOund36 e, di conseguenza, anche per redattori e fotografi. Personalmente, posso dire che mi ha regalato la fiducia e la stima di tanti musicisti e uffici stampa e, inevitabilmente, la mia scrivania si è riempita di cd e vinili. La Musica e la scrittura, però, hanno bisogno di tempo, per questa ragione il mio sguardo sarà spesso rivolto al 2017. Al di là dei successi editoriali e delle soddisfazioni personali, lo scorso anno è stato ricco di uscite importanti, tra cui il quinto album de Il Cerchio d’Oro.
Sono passati quattro anni dal loro ultimo album, ma notiamo subito che la raffinatezza del loro
prog è intatta, così come il sodalizio con la Black Widow Records.
Dopo aver rivisitato poeticamente e musicalmente la Storia ne
Il Viaggio di Colombo e il mito con Dedalo e Icaro, l’attenzione del gruppo si sposta sul tema della rinascita. Il Fuoco Sotto La Cenere ha, infatti, due protagonisti assoluti: il fuoco, elemento distruttore, e la speranza, che nasce dalla devastazione. Non è un caso che le foto all’interno del book immortalino il gruppo in quel che resta di un bosco devastato dall’incendio. La parola fuoco può avere un significato letterale o figurato. È letterale in Thomas, brano che ci fa rivivere la vicenda di Thomas Farrinor, panettiere di Carlo II, dalla cui abitazione si sprigionò l’incendio che devastò Londra nel 1666. È figurato ne Il Fuoco Nel Bicchiere, brano, che adoro, nel quale si racconta il dramma dell’alcolismo; e il fuoco possiamo trovarlo sia nei fatti che annientano un’anima e la spingono nel baratro delle dipendenze, sia identificarlo con la dipendenza stessa. Due esempi a cui però fa eco la speranza. Una speranza di rinascita che pervade l’album e che è forse la vera protagonista dell’album.
Devastazione e rinascita sono anche i temi che caratterizzano la copertina e le foto all’interno del book. Album, come ho scritto prima, molto bello che s’impreziosisce con la bella rivisitazione de
Il Fuoco Sotto La Collina di Ivan Graziani e la partecipazione di tre grandi artisti: Giorgio Usai (New Trolls e…tanto altro), Paolo Siani (Nuova Idea) e Pino Ballarini (Il Rovescio della Medaglia).
Tante decadi sono passate dall’esordio della band savonese, tanti i cambi di line-up, lunghi i periodi di silenzio ma l’incontro con la Black Widow Records sembra aver ravvivato il fuoco creativo e ciò non può che far piacere a tutti gli amanti del prog-rock.
Non si può rimanere indifferenti a questa proposta e a un gruppo come Il Cerchio d’Oro.

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