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CARMEN CONSOLI @ O2 Shepherd Bush Empire, Londra 01.02.18

Benedetta Barone
Scritto da Benedetta Barone

Tradizione, poesia, femminismo, e anti conformismo: è un mix letale.

Il vento mi taglia la faccia e ancora sono incredula di essere qui, davvero. Londra mi accoglie gelida ma stringendomi in un abbraccio caldo e materno, come quello della mia amica che mi ospiterà per alcuni giorni. Lo O2 Shepherd Bush Empire stasera ospita un’artista particolare, italiana, fimmina, sicula. Arrivo e vengo travolta da un’ondata di italianità. Sembra di essere a casa, sono tutti sorridenti e amici, riconosco anche i vari accenti, richiamati all’ordine dalla Cantantessa.
Afferro il biglietto come fosse oro e entro nel teatro: il posto è stupendo, un’ architettura semi barocca mi ricorda i piccoli cine-teatri della Penisola. Apertura porte in perfetto orario, siamo in Inghilterra. trovo il mio posto e. mi godo il pre-spettacolo, gli abbracci tra gli italiani, amici che si ritrovano o che si rincontrano per condividere una serata di musica. Si respira empatia, un po’ come a tutti i concerti di Carmen Consoli, ma forse stasera di più.
Ad aprire un impeccabile e simpatico Marco Cinelli, che si presenta al pubblico chitarra acustica, tanti effetti e voce (effettata anche lei). Dietro ad una apparenza perfettamente British, si nasconde un ragazzo di Latina che non si fa pregare più di tanto e si lascia andare ad un sincero e spiritoso italiano che rende l’atmosfera molto meno tesa. Il suo sound mi ricorda molto John Mayer, ma con un tocco più britannico.
In perfetto orario, le luci si abbassano e l’opening act lascia spazio a tutt’altra atmosfera. La Cantantessa viene travolta da urla e applausi, quasi fosse una regina (del resto manca da due anni e mezzo qui a Londra). Il teatro sembra trasformarsi in un’arena, ovunque mi giri sento accenti siculi, la Londra-Italia sembra essere tutta riunita qui dentro. Il suono dirompete della Maton di Carmen scandisce il silenzio portando l’attenzione alle stelle. Il live si apre con “Parole di burro” ed io, come tutti, vengo letteralmente stordita. Bassi potenti e ritmici scaldano la sala sciogliendo le pose composte sulle poltrone.
Il live è un bellissimo viaggio attraverso i brani più celebri di Carmen, che dopo poco viene raggiunta dalle altre due sirene (Emilia Belfiore, violino e Claudia Della Gatta, violoncello). Tradizione, poesia, femminismo, e anti conformismo: è un mix letale. Anacronistico e curato nel minimo dettaglio, perché la Cantantessa è questo: testi impegnati (Mio Zio, AAA Cercasi, Maria Catena) e accordi secchi e tesi, a volte anche dissonanti ma in perfetta armonia con il resto.
La terra madre non si dimentica mai, figuriamoci per una catanese. L’omaggio a Rosa Balestrieri con “Bottana de to ma” è ormai diventato un classico di Carmen, e una sorta di preludio alla splendida e folcloristica “A’ Finestra”. L’O2 prende fuoco, ai piedi del palco viene portata addirittura una bandiera della Trinacria con i colori della Sicilia. Manca solo la pasta “cca e’ sarde”.
Sono felicissima, davvero, l’O2 sembra più “caldo” del Teatro Bellini. Il pubblico si sgancia finalmente dalle poltrone per fiondarsi sottopalco: è una festa bellissima. Carmen è emozionata e a confermarmelo sono gli accordi tremolanti di “Quello che sento”. Il pubblico risponde alla dolcezza e alla verità della sua musica con una ventata d’amore e stima non indifferente.
Io stasera sono davvero confusa e FELICISSIMA.
(Tutto questo senza il team fantastico di SOund36 con cui collaboro non sarebbe stato possibile, grazie di cuore davvero!!)

Ringraziamo OTR LIVE

SCALETTA 01/02/2018

Parole di burro
Fiori d’arancio
Geisha
L’ultimo bacio
Pioggia d’Aprile
L’eccezione
Mio zio
AAA Cercasi
Maria Catena
Mandaci una cartolina
Bottana di to ma
A’ Finestra
Blunotte
Contessa miseria
Confusa e felice
Venere
La notte più lunga
Quello che sento
Amore di plastica

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Benedetta Barone

Benedetta Barone

Suono, scrivo e canto. sono mediamente isterica, una piccola donna innamorata dei particolari.

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