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Recensioni

Carlot-ta – Murmure

Benedetta Barone
Scritto da Benedetta Barone

E’ un album molto molto particolare, fuori dalle righe.

Inizio ad ascoltare l’album di Carlot-ta con molto ritardo e una sostanziale curiosità. Già il nome mi ha lasciato un po’ stranita (positivamente), sarà quello suddividere le ultime sillabe.
L’entrata in scena del disco è totalmente diversa da ciò che avevo immaginato: Carlot-ta canta in inglese, accompagnandosi con un pipe organ e lasciando spazio a suoni ampi che rimandano all’elettronica.
Il disco ha i “suoni dell’aria”, alcuni brani mi ricordano molto inni alla natura. È il caso del terzo brano che mette in musica i versi di un poema di William Blake: qui natura è amore si fondono, il pezzo, non a caso, si chiama “Gardens of love”.
Carlot-ta ha una voce delicata, forse per certi versi “la classica bella voce rosa”, i grandi protagonisti del disco sono gli arrangiamenti e la minuziosa ricerca delle giuste atmosfere. Non mancano archi e percussioni di ogni genere, che non so perché ma rimandano questo album ad un non so che di “antico”. Associo molti brani a pezzi della tradizione britannica, un velo di medioevo che si fonde con suoni decisamente più moderni ed elettronici. È un mix davvero singolare.
Questa mia sensazione viene stravolta, in parte, dal sesto pezzo che è stile samba. La costante presenza del pipe organ però lo “lega” ai precedenti: questo strumento sembra quasi non sparire mai da tutto il disco, scelta singolare. Francese e arpa, queste le “novità” dei pezzi di chiusura.
Il disco di Carlot-ta è un disco anacronistico e molto molto particolare e fuori dalle righe, soprattutto in un periodo che segue un filone musicale totalmente differente.

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Benedetta Barone

Benedetta Barone

Suono, scrivo e canto. sono mediamente isterica, una piccola donna innamorata dei particolari.

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