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Recensioni

Bud Spencer Blues Explosion – Vivi muori Blues ripeti

Claudio Prandin
Scritto da Claudio Prandin

Il ritorno discografico di questo atipico duo sa regalare, come sempre, bellissime sorprese

Nel libro “Autodafè”, il capolavoro che gli è valso il premio Nobel per la letteratura, Elias Canetti scrive: “I giorni vengono distinti fra loro, ma la notte ha un unico nome”. 
L’uomo necessita di distinguere i giorni tra loro e di classificarli mentre la notte…è unica. Questa distonia mi è venuta in mente ascoltando l’ultimo lavoro dei Bud Spencer Blues Explosion perché il loro modo di comporre le melodie cantate è classificabile, paragonabile ad altri gruppi, quindi si identifica con i “giorni”, mentre le loro parti strumentali sono distintive, peculiari, “uniche” come la notte. Ascoltare le svisate di chitarra è un vero piacere e notare come si incastrino con la sezione ritmica è una vera goduria. Questi riff semplici ma allo stesso tempo geniali deliziano l’ascolto e colpiscono per la loro bellezza ma anche per la cura impiegata nella scelta degli effetti e dei “suoni” che li rendono davvero particolari.
L’atipico duo chitarra/batteria formato da Adriano Viterbini e Cesare Petulicchio pubblica questo nuovo bellissimo disco con un approccio “materiale e sincero” che si denota anche nella registrazione eseguita completamente in analogico; vanta preziose collaborazioni come quella al mix di Marco Fasolo (“Jennifer Gentle”) e di Davide Toffolo (carismatico leader dei “Tre allegri ragazzi morti”) e Umberto Maria Giardini impegnati nei cori e nella scrittura di alcuni testi.
Il disco si apre con E tu, canzone contraddistinta da riff folgoranti e da un testo provocatorio che spiega come il vivere e il lavorare in sintonia siano più importanti dell’egocentrismo che spinge il singolo a porsi al centro dell’universo:
Noi in due siamo come uno e tu?
Noi in due suoniamo come in dieci, e tu?
Noi due facciamo un casino di Dio, e tu?
Io mi chiamo Adriano e lui si chiama Cesare, e tu?

Con questo cipiglio mantenuto fino alla fine, la band svela il suo lato più tattile e concreto, con frasi che traboccano di carnalità:
E quando vedo il sole non è difficile immaginarla nuda seduta accanto a me
Però ti tocco il collo come la prima volta
In pancia vermi e calipso è lì che tu mi troverai

Un bel connubio tra la fisicità dell’essere e l’inafferrabilità degli arrangiamenti. L’apice del godimento si raggiunge in Allacci e sleghi contraddistinta da un gioco di chitarre che si snoda attorno ad un riff semplice ma ripetuto con infinite variazioni ed Enduro più sbilenca e cadenzata.
Ecco come gli stessi BSBE introducono il disco: Abbiamo portato tutte le chitarre, le batterie e i microfoni in sala prove, abbiamo chiamato a jammare tutti gli amici musicisti che come noi si fiutano al parco come i cani. È stato un processo di capitalizzazione delle idee durato un anno e mezzo, quasi fossimo due artigiani. Noi siamo una band istintiva che vive di urgenza, quelli che lo fanno perché devono. Questo album parla di vita, di morte e di amore ed è un disco sexy”.

TITOLO CD Vivi muori Blues ripeti
BAND Bud Spencer Blues Explosion
ETICHETTA La Tempesta Dischi
ANNO PRODUZIONE 2018
GENERE MUSICALE Indie Rock Italiano

 

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Claudio Prandin

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