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Sound&Vision

Brunori Sas @ Atlantico Live

Scritto da Paola Varricchio

“Siamo tutti qui per esorcizzare le paure, per cercare rifugio”

Atlantico di Roma in sold out per l’atteso concerto di Brunori Sas, tappa del tour di  A casa tutto bene, tenutosi sabato 1 aprile 2017.
Alle 22:10 circa, dopo l’apertura di Nicolò Carnesi, Brunori è salito sul palco con la sua band storica: Simona Marrazzo a cori, synth e percussioni, Dario Della Rossa a pianoforte e synth, Stefano Amato a basso, violoncello e mandolini, Mirko Onofrio a fiati, percussioni, cori e synth e Massimo Palermo a batteria e percussioni, e ha aperto il concerto con La verità, tratto dal nuovo album. Dopo L’uomo nero gli onori di casa: “Figliole e figlioli, benvenuti a casa Brunori”. Ironico e felice Brunori ha accolto il suo pubblico.
Siamo tutti qui per esorcizzare le paure – dice – per cercare rifugio”. Chiede al suo pubblico un urlo liberatorio, poi riparte con Canzone contro la paura.
Nella prima parte del live Brunori ha sviscerato le canzoni di A casa tutto bene; a metà concerto, dopo aver sfoggiato un ferro di cavallo di improbabile colore verde regalatogli dalla comunità calabrese di Roma, è ripartito con un mood sentimentale, cantando Come stai, in ricordo del babbo.
Durante la serata le atmosfere si sono alternate, ma il cantautore non ha mai smesso di arrivare dritto al pubblico, che ha partecipato con entusiasmo.
Un live coinvolgente che ha conquistato tutti, anche chi era abituato al Brunori più “intimista”. Sul palco un uomo e un cantautore, Brunori ha dimostrato di essersi meritato i grandi palchi di questo tour, frutto di un percorso umano prima che professionale, che il suo pubblico riconosce e ama farsi raccontare.

Scaletta della serata

La verità
L’uomo nero
Canzone contro la paura
Lamezia Milano
Colpo di pistola
La vita liquida
Come stai?
Le quattro volte
Fra milioni di stelle
Pornoromanzo
Lei, lui, Firenze
Arrivederci tristezza
Una domenica notte
Il costume da torero
Sabato bestiale
Don Abbondio
Rosa
Guardia ’82
Kurt CoBain
Secondo me

Articolo di Paola Varricchio
Foto di Bruno Pecchioli

About the author

Paola Varricchio

Napoletana di nascita e di appartenenza.
Nel 2010, da una coabitazione con tre amici in un appartamento-bed&breakfast nel cuore del centro storico napoletano, comincio, quasi per gioco, un' avventura chiamata Frammenti: l'apertura di uno spazio di condivisione e di ascolto.
Una cantina, un piccolo palco, l'amplificazione presa in prestito, cuscinoni a terra e tavolini ikea, poi l'acquisto di un pianoforte, il susseguirsi di rassegne musicali dedicate al cantautorato ed alla musica indipendente. D'estate l'organizzazione di alcune date fuori da casa nostra, in luoghi all'aperto ma sempre privati, intimi e quotidiani, che esprimessero vissuto e condivisione. Poi, ancora, alcune date che ci hanno aperto non porte ma portoni, come quello bello grosso del Maschio Angioino. Sei anni indimenticabili, dove affondano le radici del mio amore per la musica indipendente, non quella dei grandi palchi, ma quella appassionata delle grandi sensibilità che, spesso, nascono nelle cantine come la nostra, e tante volte ci rimangono.

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