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Sound&Vision

Bob Corn @La Scighera (Milano)

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Scritto da dissolvenzelab

Venerdì 9 febbraio è iniziata presso La Scighera di Milano, F A R G O : una serie di cinque concerti “di una folle intimità ed energia” come recita la pagina http://www.facebook.com/fargolaschigherami dalla quale viene raccontata una storia parallela per ognuna delle cinque date: ispirazioni, video trovati sul tubo dei cinque artisti, divagazioni, foto e clip dei concerti che portano sempre ad immaginari evocativi come i paesaggi sperduti di qualche Stato del middle west o le piane della Louisiana.
La serie mette in fila cinque artisti un po’ indie, un po’ folk, un po’ blues, cinque artisti che si assomigliano per vocazione mirando a quel folk americano di cui ognuno prende una caratteristica particolare: Bob Corn, semplice come una poesia ed intimista, Phill Reynolds esplora gli spazi aperti delle progressioni bluegrass e nei testi trovi amore e rabbia, i Comaneci con la voce di Francesca Amati che gioca con testi surreali, Diego Potron che solca il desert blues e potrebbe ipnotizzare come un serpente a sonagli ed infine Elli de Mon che arriva fino agli spazi psichedelici del blues indiano suonando anche il sitar.
La prima data è di Tiziano Sgarbi che però subito dichiara: “mi chiamo Tiziano Sgarbi, ma quando suono sono Bob Corn”. E Bob Corn ha una lunga storia alle spalle anche come organizzatore di festival indipendenti o musicista in gruppi più o meno punk. Possiamo quasi dire sia il padre spirituale di questa piccola scena indie folk.
Prima del concerto è stato proiettato il documentario INAGIBILE di Giulia Natalia Comito e Tommaso Cassinis. Il film durato mezz’ora ci ha completamente avvolto nell’atmosfera del dopo terremoto emiliano del 2012 che colpì direttamente Tiziano, buttando giù anche la sua casa. È stato un inizio che non ci aspettavamo: profondo e leggero allo stesso tempo.
Ma questo è Bob Corn, un uomo che ha trovato nella semplicità dell’esecuzione il valore della sua poesia. E nella sera del concerto dopo averci portato in giro con le sue canzoni suonate da sopra il palco è sceso tra i tavoli e le lucine della Scighera, sì perché l’atmosfera era diventata così intima che ormai pareva essere a casa propria sia per lui che per noi evidentemente. Tra un brano e l’altro spesso si è soffermato a raccontare storie che forse sono accadute, oppure che non lo sono affatto, ma magari accadranno. Qualcuno l’ha definito un hobo, uno di quegli esploratori un po’ vagabondi che girano il mondo all’avventura e che hanno un immaginario potente da restituire. Ha viaggiato e suonato negli Stati Uniti, in tutta Europa compresi i Paesi dell’est. Storie d’amore, di delusioni, di incontri, Bob Corn ti conduce insieme a lui con una piccola chitarrina e una voce capace di evocare i grandi e, perché no, anche i meno conosciuti del folk americano.
I prossimi concerti di F A R G O vedranno sul palco Phill Reynolds, anche lui italianissimo come del resto tutti i musicisti che parteciperanno, Comaneci, Diego Potron che presenterà il nuovo disco e Elli de Mon.
Phill Reynolds che suonerà il 23 febbraio è reduce da un tour europeo terminato in questi giorni. In Scighera porterà la sua voce potente e la sua chitarra che da intima raggiunge progressioni da bluegrass.
Se con Bob Corn potevamo immaginare di essere in piccole stanze,  con Phill Reynolds ci toccherà uscire allo scoperto e correre nella polvere di qualche landa desolata, magari per tentare di raggiungere un treno merci in corsa.

Per seguire la rassegna http://www.lascighera.org/rassegne/fargo

Foto Helga Bernardini DissolvenzeLab
Testo di Francesco Cusanno

 

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dissolvenzelab nasce dal desiderio di un gruppo di fotografi di allontanarsi dalla dimensione individuale tipica di chi pratica la fotografia per farne invece un progetto collettivo. Attraverso la relazione e lo scambio, siamo un laboratorio di formazione permanente, e nella ricerca di progetti fotografici condivisi concretizziamo il dissolversi di ogni blocco che mina la creatività e fossilizza il nostro punto di vista .Ogni scatto selezionato e' il frutto di una sintesi collettiva. Il metodo partecipativo che accomuna Dissolvenze Lab a SOund36 ha generato la scintilla da cui nasce questa preziosa collaborazione

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