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Recensioni

Blut – Inside My Mind Part II

Fortunato Mannino

Un disco giocato sulla contrapposizione di voci, sulla contaminazione di generi e sulla sperimentazione

Le mie escursioni nel mondo del metal, e nelle sue terre di mezzo, sono occasionali ma sempre intriganti. E intrigante è anche l’album che proponiamo oggi, che fa capo ai Blut, gruppo italo-svizzero attivo dal 2015 e che firma il suo secondo full-length. Se qualcuno ha dimestichezza con il tedesco, sa che il nome scelto da Alessandro Schümperlin, ex Anthologies e deus ex machina del gruppo, significa sangue e avrà intuito, immediatamente, i rimandi ad atmosfere tenebrose e cupe. Fin qui nulla di strano o particolare e, infatti, a rendere intrigante e, se vogliamo, anche fuori dal comune il progetto è l’approccio musicale.
Ho parlato, all’inizio, di
terre di mezzo, intendendo generi e sottogeneri, ma Inside my mind part II, con il suo caleidoscopio di sonorità, con la sua contaminazione di generi e le sue atmosfere cangianti, ci porta in territori poco battuti e originali. Originali al punto che è difficile collocarlo in una corrente specifica. Notiamo, infatti, che alle atmosfere sinistre, che richiamano suggestioni epic e gothic metal, al growl non esasperato di Alessandro Schümperlin, fanno da contraltare l’uso dell’elettronica, che ci porta in territori Industrial Metal, e la voce cristallina di Marika Vanni che apre scenari inaspettatamente melodici.
Un disco, dunque, giocato sulla
contrapposizione di voci, sulla contaminazione di generi, sulla sperimentazione, che trova nell’elettronica uno dei suoi elementi di coesione.
L’altro elemento è rappresentato, sicuramente, dalle liriche che ci trasportano in un mondo parallelo, che ammicca alla letteratura
steampunk, mondo nel quale possiamo cogliere disturbo psichico, il paranormale e le immancabili atmosfere sinistre.
A me, personalmente, Inside my mind part II, nel suo complesso, è piaciuto, anche se i puristi del genere non saranno completamente d’accordo. Penso, infatti, che l’indefinibile e quella contaminazione, a volte, troppo audace siano, al momento, non solo dei punti di forza ma anche, guardando in prospettiva, il preludio ad un grande terzo album.

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