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Interviste Soundcheck

Bianconiglio

Annalisa Nicastro

i Bianconiglio tornano con un lavoro che aggiunge ulteriore materiale al nu-metal precedentemente sperimentato, operando una grande ricerca del suono. SOund36 ha intervistato la band mantovana…

A due anni da Lo Scatolino Sporco, album d’esordio, i Bianconiglio tornano con un lavoro che aggiunge ulteriore materiale al nu-metal precedentemente sperimentato, operando una grande ricerca del suono.
Colorato da dilatazioni dub e momenti psichedelici, Qualsiasi Ovunque Sia è un Cd che riflette il malessere, individuale e collettivo, nei confronti della società Italiana, vittima di un forte degrado sotto svariati punti di vista. Ma non solo.
SOund36 ha intervistato la band mantovana.

A distanza di diversi mesi dall’uscita del vostro secondo album, “Qualsiasi Ovunque Sia”, si può fare un bilancio. Come è andata la promozione, siete soddisfatti?
Direi di sì…non era una sfida facile: un gruppo che viene dalla campagna profonda poi ha ancora meno possibilità.. uno dei pochi vantaggi è che le sale prove non sono a pagamento e i vicini non rompono le balle. Però per il resto la provincia è sempre un po’ meno appagante per il live (e anche meno pagante).

La vostra musica spazia attraverso diversi generi… indubbiamente sperimentare è divertente ma sappiamo quanto nel campo musicale le “etichette” siano importanti, non avete paura che questo renda poco definita la vostra personalità (artistica/musicale)?
Ma non poi così tanti generi…diciamo che sono tentativi di generi…Non sono belle instradate le canzoni per una via.
Ad ogni modo secondo me la “personalità” è probabilmente una cosa per gruppi delle major o simili: voglio dire se serve sul mercato un gruppo x, tac che lo si fa uscire…Se ti piace davvero la musica e quindi anche suonarla credo, non guardi tanto a dare un taglio alla roba che suoni o scrivi…viene così..a volte mescolando un vinile di chopin con gli stayer o gli mgmt..La personalità a volte può essere un limite..come i propri gusti, a volte sono proprio loro i nostri limiti.

Come nascono le vostre canzoni?
È un lavoro di concerto oppure sono frutto dall’intuizione e del lavoro di alcuni di voi?
Mah…si porta un’idea a volte in saletta e poi la si ripensa e la si lavora quasi sempre. Fare una canzone è un po’ come fare una torta, gli ingredienti per tanto che siano bizzarri a volte bisogna saperli miscelare e dosare bene…altrimenti se fai del pane con troppo lievito oltre a farti venire sete durante la notte può essere una cosa che ti stanca ascoltarla e suonarla. E comunque ogni ricetta non deve mai essere uguale ad una che hai già inventato. Oltre all’esempio della torta mi viene sempre in mente anche l’idea che scrivere la musica è un viaggio nell’ignoto…

Interessanti sono i vostri live, uno spettacolo nello spettacolo…
Sì i live (quando ci sono) sono la nostra parte preferita. Durante i live infatti proiettiamo su un telo dietro alla batteria dei cortometraggi o dei video del regista Giovanni Tutti che accompagnano i pezzi, ogni canzone viaggio con un video in pratica. Ultimamente abbiamo realizzato anche un lungometraggio di 20 minuti circa in cui noi facciamo la colonna sonora dal vivo alla proiezione.
Tutte le date si possono trovare sulla nostra pagina di facebook o sul nostro sito: www.bianconiglio.net

In questo periodo state lavorando a un nuovo progetto?
Sì pian pianino facciamo nuovi pezzi, pian pianino perché siamo un po’ persi nel lavoro e nei vari progetti di ognuno. Claudio insieme ad altri ragazzi della saletta dove andiamo a suonare ha aperto un locale a Sermide (nel nostro paese) il Chinaski, anche io sto realizzando un progetto parallelo di narrazioni sopra alla musica.
Nei nuovi pezzi stiamo incominciando ad inserire dell’elettronica, anche con delle basi che cura Massimo (l’altro cantante).
In realtà la nostra aspirazione sarebbe poter realizzare un lungometraggio di un oretta sempre di Giovanni e sonorizzarlo interamente e farlo uscire così come ibrido.

Ultima domanda, i Bianconiglio sono tutti appassionati di Lewis Carroll?!
Ma neanche poi tanto, siamo più appassionati del bianconiglio che ha sempre fretta e poi fa solo dei casini…un po’ come l’uomo moderno no?

About the author

Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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