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Belladonna – Intervista


Da quando per la prima volta il loro nome è comparso sulle pagine di Myspace, l’escalation non si è fermata nemmeno per un attimo. Oltre un milione di visualizzazioni e le ripetute richieste dei visitatori hanno fatto si che nascesse Metaphysical Attraction, il loro primo album, che li ha visti protagonisti sui principali magazines nazionali, e non, e che li ha portati alla nomination nel Ballot per i Grammy Awards 2008. Poco dopo esce The Noir Album con la collaborazione di Sylvia Massy (già produttrice di Tool, Skunk Anansie e Jhonny Cash) registrato ai Radiostar Studios di Los Angels che li porta in tour più volte in Usa e UK dove conoscono Michael Nyman col quale collaboreranno in “Let There Be Light” ,il singolo preludio di And There Was Light, il loro ultimo album. Li intervistiamo alla vigilia del loro imminente tour europeo.

Benvenuti e grazie di essere qui per SOund36. Di solito s’inizia dal principio, io invece vorrei iniziare dal “futuro”, tra qualche giorno partirete per il vostro nuovo tour europeo che toccherà paesi come Svizzera, Austria, Lussemburgo e Germania tra i tanti, nuovi per voi, musicalmente parlando. Quale sentimento predomina? Eccitazione per questa nuova avventura/sfida”?Preoccupazione per un pubblico nuovo o quantomeno diverso da quello britannico o statunitense al quale ormai siete abituati e che puntualmente vi acclama ad ogni tour?
Dani & Luana: sinceramente al tipo di pubblico non pensiamo mai. Nel senso che è indifferente per noi il luogo, troviamo sempre qualcuno che si sintonizza sulla nostra musica indifferentemente dal contesto. Certamente ci stimola il fatto di andare a suonare in posti nuovi, per conoscere i fans o le persone che conosciamo solo tramite web.

Qualche tempo fa avete dichiarato esplicitamente che in Italia una scena rock vera è propria non c’è mai stata…
Dani & Luana
: beh si è vero, in Italia non c’è una cultura rock. Qui viene fatto passare per rock ciò che in realtà non lo è, come Ligabue o Vasco che sono artisti bravissimi ma fanno tutt’ altro genere. Ci piace portare sempre come esempio un’altra bravissima band, i Lacuna Coil, che fanno rock apprezzato in tutto il mondo ma che in Italia sono poco conosciuti o quantomeno non come dovrebbero.

E’ uscito da poco un articolo di Castaldo dove si sostiene che il Rock ‘N’ Roll è morto. Voi cosa ne pensate?
Dani: se interpreto bene quello che dice Castaldo in quell’articolo lui sostiene che è morta la cultura del rock. Il rock non ha più rilevanza nella società odierna, questo in realtà è vero. Diciamo che il rock sta morendo a livello mediatico perché la sua insita forza rivoluzionaria fa paura a tutto un meccanismo commerciale che ti porta a preferire alcuni prodotti piuttosto che altri.
Pensiamo a Woodstock, a Joni Mitchell, Crosby, Still, Nash & Young, Jimi Hendrix, erano pezzi i cui testi erano incentrati su argomenti forti, che interessavano la sfera sociale, come il Vietnam. Oggi questo non c’è, sono tutti costruiti per vendere. Anche quelli definiti “ribelli” sono strutturati per farti sentire ribelle all’interno di un contesto in cui sei comunque controllato o pilotato dalle multinazionali. I Belladonna totalmente autoprodotti non fanno scalpore perché ci sono tantissime band che si definiscono autoprodotte quando non lo sono.

Da quel lontano 2005, in cui vi siete incontrati, sono cambiate un po’ di cose, a partire dai componenti della band, ma i Belladonna ci sono sempre, segno di un’alchimia che funziona in maniera sublime, raccontateci di come si è venuta a creare, del vostro incontro.
Luana:
Io e Dani ci siamo conosciuti per strada, anzi ci siamo “riconosciuti”. Lui, che non è per niente fisionomista, ha avuto come la sensazione di conoscermi già, io, che invece lo sono, ero sicura di conoscerlo già ma non mi ricordavo dove. Poi dopo qualche tempo ho ritrovato in casa un quadro che avevo dipinto molto tempo prima raffigurante me insieme ad un uomo e quell’uomo era Dani. Ora l’ha lui in casa e chiunque lo vede dice immediatamente: “ ma quelli siete tu e Luana!” . E da quel momento è stata tutta una magia che spesso ci porta a muoverci e pensare come se fossimo una persona sola, soprattutto quando scriviamo le canzoni.

Da quel momento sono passati circa sette anni, cosa ricordate con più piacere?
Dani & Luana
: è difficile ricordare un momento in particolare, nel tempo ne abbiamo vissuti di bellissimi, meravigliosi, con tutte le persone che ci hanno aiutato a portare avanti questo progetto, dai provini di Metaphysical Attraction in una saletta con tre microfoni, al Ballot per i Grammy, alle registrazioni negli stati uniti con Sylvia Massy prima e Mike Tacci poi, i concerti con i Nine Inch Nails, l’Erotica 2007 a Londra con Dita Von Teese ,a Nyman, di questi però il momento sicuramente più magico è quello in cui nascono le canzoni

Un giorno di un paio di anni fa un distinto signore inglese assiste ad uno dei vostri concerti e decide di collaborare con voi. Quel distinto signore è Michael Nyman ed il pezzo è “Let There Be Light” in cui Nyman suona il piano sulle note di “The Heart Asks Pleasure First”. Come si fa a chiedere a Nyman di venire a vedere un vostro concerto? Come ci si sente a scrivere un pezzo con un artista del suo calibro?
Luana
: mah è nato tutto un po’ per scherzo perché da grande fan di Nyman l’ho cercato su Facebook ed abbiamo cominciato a scriverci. All’inizio non credevo fosse realmente lui ma uno del suo staff che ne curasse il profilo Facebook, quindi rispondevo in maniera molto informale e colloquiale. Poi invece quando ci siamo incontrati ho capito che era realmente lui a rispondermi e dopo aver visto il nostro concerto ne rimase talmente entusiasta da proporci di collaborare. In realtà Let There Be Light lo consideravamo un esperimento, da ascoltare tra noi, non immaginavamo ne uscisse un singolo di tale successo.

Let There Be Light è il singolo che anticipa “And There Was Light” il vostro terzo ed ultimo album. Cosa cambia rispetto agli altri due?
Dani & Luana:
fermo restando che il messaggio è sempre lo stesso, cambia sicuramente il modo di realizzarlo, cambia l’idea di come esprimere la stessa emozione. Quindi a livello di architettura si, è un po’ diverso dagli altri due. Ma la differenza principale sta nella nostra maturità negli anni. Siamo le stesse persone di sempre ma inevitabilmente siamo cambiati sotto molti aspetti quindi questi tre album è come se fossero delle istantanee della stessa persona scattate in anni diversi .

La scelta di includere 20 brani è stata molto coraggiosa. Perché se è vero che ci sono degli intramezzi questi hanno un loro carattere ed una loro storia e formano parte integrante dell’album. Non avete avuto paura risultasse troppo “pesante”?
Dani & Luana:
sinceramente è un problema che non ci siamo posti perché a noi piaceva così. Il fatto che possa piacere e non piacere alla fine non dipende da te, qualunque cosa fai può piacere ad alcuni e non piacere ad altri. E’ inevitabile.

Tutta questa “light” non stride un po’ con l’atmosfera Noir che invece avete da sempre sposato?
Dani & Luana:
il noir non è strettamente legato alla decadenza. Il lato nascosto, misterioso, può nascondere molta più luce di quello conosciuto. Anche nei film noir c’era molto buio ma, allo stesso tempo, anche molta luce, sparatissima. Il noir ha a che fare con ciò che è nascosto, misterioso. Anche la luce non ha sempre un’accezione positiva, per esempio “Morning Star” parla della stella del mattino, quella che porta la luce, che è poi Lucifero, il diavolo, che significa portatore di luce appunto.

E’ vero che vi siete definiti Rock Noir perché vi etichettavano come band metal?
Dani & Luana:
il punto è che quando suoni e sei vestito tutto di nero, tratti argomenti forti come il suicidio, sei automaticamente etichettato o come Metal o come Gothic, ma noi facciamo completamente un’altra musica, fermo restando che ci piacciono entrambi come generi. Però chiunque ami il metal lo sa che non facciamo metal.


Il nome Belladonna invece da cosa deriva?
Dani & Luana
è stato scelto per la sua ambiguità, l’essere curativo e allucinogeno allo stesso tempo, dipende dalle dosi. Ci piace sempre giocare con i doppi sensi.

Nei vostri testi trattate argomenti come suicidio appunto o schizofrenia, ma anche molto sesso, con riferimenti più o meno espliciti, quanto conta per voi, perché così tanto sesso?
Dani & Luana
: noi crediamo che il sesso sia un aspetto fondamentale nella vita di tutti noi. E’ ciò che trascina, un istinto primordiale, è la motrice del mondo, senza sesso non c’è creazione. Molto spesso però è etichettato come qualcosa di impuro, è proprio per questo che è diventato parte fondamentale nel rock. Perché rappresenta la trasgressione, il suo andare contro le etichette ed i tabù, pensa ad artisti come Jim Morrison e Mick Jagger che impatto hanno avuto con la loro carica erotica.

Tra gli artisti cui vi ispirate figurano più scrittori e pittori che musicisti. Mentre potrebbe essere intuibile la vostra ispirazione a Baudelaire cosa invece vi ispira di un artista come Caravaggio per esempio?
Dani & Luana
: Caravaggio è molto noir, dalle tinte ai soggetti delle sue opere. Molto spesso vi sono raffigurate scene morbose. Anche la vita stessa del Caravaggio, in continua ricerca dell’estremo, è molto noir.

Cosa sono il Noir Club e la Noir Hour?
Dani & Luana
: sono fare musica, condivisione. L’opportunità di avere un luogo dove poterci incontrare, scambiare idee, far conoscere le persone, gli artisti, è molto importante in un era in cui uno pensa di comunicare con tutti, essere connesso con tutti dietro alle pagine dei social networks, ma in realtà sta parlando da solo. Quindi The Noir Club è il luogo che abbiamo scelto per questi incontri, in uno dei quartieri più antichi di Roma, dove ci riuniamo ogni lunedì con amici e fans. The Noir Hour, il nuovo spazio che avremo su Rock ‘N’ Roll Radio, ha lo stesso scopo, proporre la musica a livello culturale e non solo come passatempo.

Progetti futuri?
Dani & Luana
: è già in cantiere il nuovo album che sarà ricco di sorprese che però non vi anticipiamo.

Grazie mille per questa intervista ed in bocca al lupo per il vostro tour.
Dani & Luana
: grazie a SOund36.