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Recensioni

Beatrice Antolini – L’ AB

Claudio Prandin
Scritto da Claudio Prandin

L’artista maceratese torna a tre anni di distanza dall’ultimo Ep e ci ammonisce sui pericoli intrinsechi del nostro stile di vita

Un nuovo disco di Beatrice Antolini costituisce senza dubbio una buona notizia; l’artista maceratese infatti ha sempre dimostrato di avere talento e le idee chiare su come impiegarlo; grazie ad una costante sperimentazione e ad una inossidabile coerenza ci ha regalato tante emozioni racchiuse in altrettanto belle canzoni, rivelandosi una musicista completa. In questo album addirittura si dimostra una perfetta tuttofare poiché ha scritto musica, testi e arrangiamenti, suonato tutti gli strumenti (chitarra, basso, batteria, percussioni, synth, piano e programmazioni elettroniche), prodotto, registrato e mixato tutti i brani.
Queste nove canzoni combinano alla perfezione il cantato melodico e arrangiamenti sperimentali ma sempre funzionali al brano e mai astrusi, composti da flebili chitarre e innesti elettronici.
Ci si imbatte in momenti soffici e delicati con un retrogusto dark (
Subba) e in ritmi sincopati davvero interessanti come il singolo Forget to be e Total Blank; quest’ultima parla del senso di vuoto che permea le nostre vite e suggerisce ad ognuno di noi di riempirlo ricercando la nostra personalissima “forma” per diventare davvero unici e irripetibili. Tutti i testi si concentrano in effetti su un’unica tematica, l’attualissimo rapporto uomo/social e mirano a svelare le zone d’ombra prodotte dall’abuso di questi strumenti sociologici. L’artista ha voluto quindi avvisarci in maniera molto precisa e lucida del pericolo che spesso ignoriamo: le tecnologie potrebbero disumanizzarci e renderci soli. E’ lei stessa a esprimersi con queste parole:
Forget To Be” rappresenta una condizione, quella del “dimenticarsi di essere” del non preoccuparsi abbastanza di comprendere chi si è veramente; perché nel mondo dei social media possiamo sembrare molto appagati, nascondendo il vuoto profondo dato appunto dal “forget to be” o “forget to being”.
Beautiful nothing parla appunto del “bellissimo niente” che è un pò la summa della condizione umana del mondo occidentale, sempre di corsa e mai appagato; il brano migliore è la splendida Until I became, con una melodia energica e malinconica allo stesso tempo.
La copertina minimal realizzata dall’artista bresciana Dorothy Bhawl ha il potere di raccontare in modo chiaro e ironico la filosofia con cui Beatrice Antolini ha pensato questo disco: mostrando le sue zone erogene, anche se informatizzate, ha puntato l’attenzione sulle parti del corpo legate al peccato mettendosi a nudo, rendendosi quindi vulnerabile alle critiche; da me che amo questo disco ne riceverà poche.

 

TITOLO CD L’AB
BAND Beatrice Antolini
ETICHETTA La Tempesta Dischi
ANNO PRODUZIONE 2018
GENERE MUSICALE Rock italiano

 

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Claudio Prandin

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