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Interviste

Be A Bear, Intervista

Caterina Lucia
Scritto da Caterina Lucia

Un Orso, un iPhone e tanta creatività. Be A Bear ci accoglie nella sua tana per raccontarci il suo progetto.

Si è concluso da poco e con grandi risultati il Polar Tour, che ha visto come protagonista un personaggio davvero stravagante: Be a Bear. Chi veste i panni dell’Orso è Filippo Zironi. Il suo album d’esordio si chiama “Push- e- bah” ed è il primo disco in Italia ad essere stato realizzato con un iPhone; il progetto nasce da un’idea molto semplice, ossia usare mezzi alla portata di tutti, come ad esempio un telefono, per creare musica. Al sound elettronico con influenze rock, Be a Bear associa una scelta di immagini che diventano la voce e la forza dei suoi brani, caratteristica questa, che ha incuriosito e stupito gli spettatori.

L’Orso ci  ha accolti nella sua tana e ci ha spiegato meglio il suo progetto mentre girava in lungo e in largo il Sud, facendo innamorare il pubblico con i suoi visual live.

Filippo Zironi in arte Be a Bear: un orso. La curiosità è tanta, com’è essere un orso? Soprattutto perché hai scelto di essere un orso?
Il nome Be a Bear prende spunto da un viaggio fatto in Canada dove ho avuto la fortuna di conoscere da vicino la cultura dei nativi americani. Ero ospite di una signora che apparteneva alla tribù dei Mohawk. L’orso è un animale sacro e simbolo di tutte le tribù e quindi ho scelto di usarlo come nome per il mio progetto. Da questa avventura in Canada sono tornato a casa cambiato e arricchito a livello personale dunque l’idea era creare qualcosa che mi potesse “spiazzare” anche a livello musicale. “Be a Bear” è anche un’esortazione, una strada da seguire.
Per me vivere da orso vuol dire tirare fuori la parte più selvaggia, quella che di solito nascondiamo meglio; dovremmo essere tutti più animali e meno uomini, più legati alla nostra terra, più in contatto con la natura. Più selvaggi.

L’album “Push- e- Bah” è la chiave per entrare nella tua tana. Ciò che vuoi dire è che la musica si può creare con mezzi semplici, magari legati alla routine, tu lo hai fatto con un iPhone; come mai?
Le canzoni nascono semplicemente lasciandomi trasportare da quel che mi passa in quel preciso momento, da esperienze fatte recentemente, da momenti importanti della mia vita, riflessioni dell’ultimo periodo ma anche cose di vita quotidiana. Mi piace improvvisare e lasciarmi guidare dall’istinto, dalle emozioni. Le idee nascono suonando diverse strumenti, a volte la chitarra ma pure anche la tastierina giocattolo di mia figlia!
La scelta poi dell’iPhone deriva semplicemente da una necessità: unire le tante idee al pochissimo tempo disponibile. Non sono un nerd o un fissato della tecnologia. Ognuno di noi ha un cellulare in tasca, ecco, io lo uso nei momenti “morti” per farci della musica, “unire i pezzi”. Credo sia interessante come cosa…

Sei nato e cresciuto per 15 anni nello ska punk de “Le Braghe Corte” , dove hai trovato l’ispirazione per dar vita al tuo alter ego?
L’esperienza con Le Braghe Corte è stata straordinaria e mi ha insegnato tantissime cose. Anche se facevo ska-punk ho sempre avuto l’interesse e la curiosità per la musica elettronica e quindi, non avendo più un gruppo con cui suonare, ho deciso di “crearne uno”, lanciandomi in questo progetto solista. Mi interessava molto anche mettermi alla prova, “spremermi” a livello musicale e vedere cosa ne sarebbe venuto fuori.

Il “Polar Tour” è cominciato da poco e alla grande, sarai in giro da nord a sud, che riscontro stai avendo con il pubblico?
Sono contentissimo, in questo momento sono a Palermo, in Vucciria davanti ad un ottimo piatto di spaghetti allo scoglio!!! Il “Polar Tour” sta andando molto bene, vedo che la gente è presa bene, interessata, colpita e curiosa. Tutto ciò mi rende molto felice…

Il tuo non è un semplice live, è un “concerto visivo” …
È un live “particolare”, qualcosa di diverso, qualcosa che non ti aspetti. È bello vedere la gente spiazzata, colpita e sentirsi poi dire alla fine, come ieri sera “lo sai che sei un pazzo”! La parte più importante penso siano le proiezioni, video creati ad hoc (sempre con l’uso dell’iPhone!) da guardare lasciandosi trasportare dalla musica. L’idea è di portare la semplicità, la quotidianità in una situazione live. E io mi diverto un casino…

Hai già altri progetti in cantiere?
Ho sempre quel famoso featuring con Calcutta, un album quasi pronto e tagliarmi la barba!

About the author

Caterina Lucia

Caterina Lucia

Ribelle, testarda e con un animo fortemente punk. Sono sempre alla ricerca della bellezza pertanto amo la musica, l’arte, la poesia e il caos. Guardo oltre le apparenze, mi riconosco nei particolari impercettibili. Mi piace dare un senso profondo alle parole e giocarci come faceva Kandinsky con i suoi colori; scrivo per necessità, per dissestare i miei pensieri.

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