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Interviste

Barbara Gobbi

Annalisa Nicastro

Ragazzi/e ecco una nuova proposta di SOund36. Giovane, di talento e con grinta. Proviene da un terra dove la passione per la musica è insita nel dna, l’Emilia Romagna. Sto parlando di Barbara Gobbi cantautrice, una “categoria” nella quale mi capita raramente di imbattermi.

Dopo un percorso musicale segnato dal passaggio attraverso diversi gruppi arrivi alla scelta di andare avanti da sola, voce e chitarra. Provo a indovinare, scelta dettata dalla ricerca della propria identità musicale?
Sì, anche se … in realtà i miei brani nascono chitarra e voce, il supporto di una band fa si che parole e melodia vengano valorizzate, ma è anche vero che ogni tanto mi prendo periodi in cui “torno alle origini” e mi diverto a suonare da sola, in modo più scarno, per immaginare al meglio come i miei brani potrebbero essere “vestiti” dalla band.

A maggio è uscito il tuo album “Ciò che non posso avere”. Come sta andando la promozione? Ho letto che il primo singolo estratto Certezze e Cemento è entrato, tra l’altro in una buona posizione, nella classifica della Indie Music Like, la classifica dei 100 brani indipendenti maggiormente trasmessi o graditi dal circuito di radio, web radio e new media della IML. Un buon risultato mi pare …
Assolutamente sì, sono stata sorpresa e contentissima di ritrovare il mio singolo in classifica, la promozione sta andando bene, procede attraverso l’attività live, sia in acustico che con la band e con svariate interviste e passaggi radiofonici, il fatto che le radio stiano rispondendo positivamente al “richiamo” di questo mio primo lavoro è per me una grandissima soddisfazione.

Hai iniziato a suonare da bambina, chi sono i tuoi miti? C’è qualche cantautrice a cui ti ispiri?
Sì, ho iniziato a suonare la chitarra che ero veramente piccola e durante gli anni ho ascoltato un po’ di tutto … se devo pensare al primo cantante che mi ha fatto appassionare penso a Michael Jackson, penso a quando a otto anni trovai in casa una musicassetta dei miei genitori e la consumai a forza di ascoltarla …!
Solitamente vengo “ispirata” dalle persone e dai fatti che mi circondano, se devo citare qualche cantautrice che stimo e che ho ascoltato, dico PJ Harvey, Alanis Morissette, Ani di Franco …

Veniamo al tuo album d’esordio, Ciò Che Non Posso Avere. Il titolo lo hai mutuato dalla sensazione che questa sia la chiave di lettura dei testi delle canzoni che lo compongono …
Infatti, il titolo è la chiave di lettura dell’album … Quando io e Gabriele Rustichelli abbiamo deciso di produrre il disco, ho iniziato a scegliere insieme a lui i brani che lo avrebbero composto e mi sono accorta che in ogni testo scelto c’era una frase che riportava a “ciò che non si può avere”, situazione in cui chiunque si può ritrovare … da qui è nata l’idea di scegliere questo titolo come filo conduttore del lavoro … il tutto poi è rappresentato graficamente dai testi rinchiusi in segmenti di labirinto.

Come hai passato l’estate? Promozione dell’album, concerti oppure alle prese con la stesura di nuovi brani?
Ho passato l’estate esattamente facendo questo, promozione, concerti e stesura di nuovi brani …
Sono stata impegnata in un mini tour, Il “ciò che non posso avere acoustic tour” in giro per l’Italia e ovviamente ho continuato a scrivere, le idee e gli stimoli fortunatamente non mancano!

About the author

Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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