Soundcheck

Fantasia Pura Italiana

Scritto da Annalisa Nicastro

I Fantasia Pura Italiana sono un simpatico gruppo emergente toscano. La loro forza è il proporre le loro canzoni come “poesie in musica”, come ci raccontano loro stessi nell’intervista che segue.

Il vostro è un progetto senz’altro originale, come nasce?
Il nostro progetto nasce nel 2003 dall’incontro di Fabrizio Ganugi ( voce ) e Ivan Crisci ( chitarra solista ) che danno vita a un gruppo chiamato Over Rock. Dopo vari cambi di formazione raggiungiamo la piena stabilità nel 2008 con l’ingresso
di Marco Masi al basso, Tiziano Nieri alle Tastiere e Edoardo Tacconi alla Batteria.
Dopo un iniziale periodo di conciliazione dei nostri diversi stili musicali, l’ obbiettivo principale diventa l’incontro della canzone d’autore italiana con svariati stili e sonorità che vanno dalla samba, al jazz al rock alla musica popolare Toscana.

La poesia e la musica si incontrano spesso nelle vostre canzoni…
La poesia è il fulcro delle nostre canzoni. Tutti i nostri pezzi possono essere considerati una sorta di “poesie in musica”. Questo perché da sempre poesia e musica si fondono con il preciso scopo di trasmettere un messaggio.

Qual’è il ruolo della tradizione nella sperimentazione nella vostra musica?
La tradizione Italiana è senza dubbio fondamentale nella nostra musica. Da un lato la musica d’Autore Italiana offre certamente un punto di riferimento nella scrittura dei testi. Dal punto di vista strettamente compositivo, non siamo certo noi a dire che la sperimentazione Italiana ha raggiunto dei picchi che negli anni ’70 tutto il mondo ci ha invidiato e dalla quale noi tentiamo di attingere.

Parlateci del vostro ultimo ep e del vostro ideale di Canzone italiana
Il nostro ultimo ep Mungomandinghi è nato come prima parte di un lavoro più ampio ( una sorta di singolo diciamo…). La necessità di incidere un nuovo demo si è fatta sentire in maniera sempre più forte man mano che ci rendevamo conto che il nostro modo di comporre e suonare non coincideva più con i lavori precedenti. La mancanza di vincoli editoriali e artistici ci ha permesso di non avere limiti nell’arrangiare i pezzi come più ci piace; tuttavia in una scena musicale in cui i gruppi fanno a gara nel cercare di essere il più alternativi possibili, forse proporre una canzone Italiana nella sua forma più classica ( la ballata ( “Ho perduto il mio cuore” ) è stato un modo di “rompere gli schemi”.
Il nostro ideale di Canzone Italiana è quella di un genere musicale che trasmetta un messaggio tramite testi con un linguaggio poetico, un genere ricco di melodia ma mai banale, che possa rivalutare l’uso di strumenti classici della nostra tradizione musicale a fianco di arrangiamenti moderni.

Cosa vi ha dato musicalmente parlando la vostra terra di origine?
La nostra terra dal punto musicale ci ha dato tanto; un’ ci si dimentica mai d’esser Toscani! figuriamoci nel nostro modo di fare musica. Prendiamo il testo de “L’accendino” (ndr. che potete ascoltare in streaming qui di seguito) per esempio: il testo è composto da tre ottave cantate alla maniera classica che si rifanno alla tradizione Toscana dell’ antica improvvisazione poetica
in Ottava Rima.
Inoltre non manca mai nel nostro modo di esibirci una vena umoristica che, anche tramite il nostro dialetto riesce a strappare molto facilmente un sorriso dal pubblico anche fuori dai confini regionali.

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About the author

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione. E in ultimo vorrei dire che mica sono matta, ma solo pazza. Pazza di gioia.

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