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Sound&Vision

Araputo Zen @ Teatro Nuovo di Napoli

Mario Catuogno
Scritto da Mario Catuogno

la sintesi della perfetta alchimia di stili musicali

Applauditissimo concerto, sabato 21 gennaio, degli Araputo Zen nell’ambito della I Edizione di “Il Nuovo Suona Giovane” al Teatro Nuovo di Napoli, fortemente voluta ed organizzata da Teatro Pubblico Campano, diretto da Alfredo Balsamo, in collaborazione con Progetto Sonora.
Anche se con una grandissima emozione espressa più volte nel presentare i loro brani, a tratti anche tenera, perché con essa hanno dimostrato che si approcciano al pubblico, non solo con il talento ma anche con il “cuore”, i musicisti della formazione (Dario De Luca alle chitarre, Valerio Middione alle chitarre, Alfredo Pumilia al violino, Bruno Belardi al contrabbasso e Salvatore Rainone alla batteria) seppure giovani, hanno letteralmente conquistato il pubblico presente presentando un repertorio che è una coinvolgente “miscela” musicale che è una vera a propria alchimia tra diversi stili. Per questo è quasi impossibile dare loro un’etichetta precisa alla loro musica in quanto spazia dal tango alla musica balcanica, a quella della musica popolare, da quella classica, rock e jazz. Ascoltandoli è evidente che, spinti da un’intensa ed incessante ricerca musicale, basano tutta la loro creatività nel comporre la loro particolarissima produzione musicale, influenzata da diversi musicisti come Led Zeppelin, Astor Piazzolla, Django Reinhardt, Queen, Oscar Peterson, Miles Davis, su diversi fattori tra i quali energia, grinta e desiderio di far diventare la “MUSICA” il centro della loro ricerca e della loro professionalità.
Il disco, nato dopo un lavoro di ricerca durato 4 anni, presenta brani che danno un grande spazio ad ogni componente del gruppo (di grande effetto sonoro lo scatenato violino di Alfredo Pumilia) alternando lo stile gipsy a momenti di jazz manouche, le sonorità tanghere ai ritmi trascinanti della tradizione balcanica, le influenze rock a quelle decisamente folk. I pezzi sono tutti composti da Dario De Luca, tranne «Pezzo in Sol», scritto a quattro mani, e «Giacomino», venuto fuori dalla vena del violinista Alfredo Pumilia.
Il concerto è stato anticipato dall’esibizione del Trio Jazz: Fabiana Manfredi (voce) Luca Privitera (chitarra) Pietro Scalera (basso).

Articolo di Annamaria De Crescenzo
Foto di Mario Spectra


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Mario Catuogno

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Miope da sempre, la messa a fuoco manuale non è stata mai facile per me. Mi venivano bene solo i panorami. Ringrazio la tecnologia per la MAF automatica e altre diavolerie, mai soddisfatto delle mie foto

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