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A propos de Recensioni

Antonio Ragosta @InFunzione

Scritto da Paola Varricchio

“Dall’Infinito al Mondo”, Antonio Ragosta presenta il suo secondo album

Venerdì 9 marzo, presso la neonata associazione InFunzione, a via di Pietralata a Roma, Antonio Ragosta ha presentato il suo ultimo lavoro, Dall’Infinito al Mondo.
Classe 1979, poli-strumentista fondamentalmente vocato alla chitarra elettrica, avevamo già avuto modo di apprezzarlo per le sue collaborazioni con Sandro Joyeaux e Alessio Bonomo e di riconoscere in lui un musicista eclettico, preparatissimo, divertito in una ricerca costante di suoni ed atmosfere diverse. Non per niente affiancato a due grandi artisti con percorsi musicali molto differenti tra loro, oltre che protagonista di tutta una serie di altre collaborazioni.
Da queste premesse non c’è da stupirsi se questo secondo lavoro di Ragosta appare da subito come un lungo viaggio, in cui la chitarra elettrica non è protagonista ma tappeto volante che sorvola, accarezza, esalta i mondi sonori a cui i brani appartengono.
Musica con la M maiuscola insomma, di cui hanno potuto godere i presenti alla serata a Pietralata, visitando ambientazioni jazz e blues, popolari, fusion, cinematografiche. Uno sguardo trasversale su universi sonori diversi, che Ragosta restituisce quasi giocando, con il sorriso divertito dei bambini che con i colori inventano il mondo.
Ad affiancarlo: Stefano Napoli al contrabbasso e Mattia Di Cretico alla batteria, special guest Teresa Matrone alla voce e Davide Di Pasquale al trombone.
Dall’Infinito al Mondo, Notte a Cartagine, Matou Maloa, Leggera, In Volo, Dindirindi, Breve: il nuovo album è stato quasi totalmente omaggiato; al pezzo Anime Salve, presente nell’album in omaggio a Fabrizio De André e Ivano Fossati, Ragosta ha preferito La ballata del Miché, dello stesso De André. Non sono mancati richiami al disco precedente, L’Incanto A Roma Est, con La ronda e una particolare versione di Alessandra, che nel bis ha chiuso la serata.

About the author

Paola Varricchio

Napoletana di nascita e di appartenenza.
Nel 2010, da una coabitazione con tre amici in un appartamento-bed&breakfast nel cuore del centro storico napoletano, comincio, quasi per gioco, un' avventura chiamata Frammenti: l'apertura di uno spazio di condivisione e di ascolto.
Una cantina, un piccolo palco, l'amplificazione presa in prestito, cuscinoni a terra e tavolini ikea, poi l'acquisto di un pianoforte, il susseguirsi di rassegne musicali dedicate al cantautorato ed alla musica indipendente. D'estate l'organizzazione di alcune date fuori da casa nostra, in luoghi all'aperto ma sempre privati, intimi e quotidiani, che esprimessero vissuto e condivisione. Poi, ancora, alcune date che ci hanno aperto non porte ma portoni, come quello bello grosso del Maschio Angioino. Sei anni indimenticabili, dove affondano le radici del mio amore per la musica indipendente, non quella dei grandi palchi, ma quella appassionata delle grandi sensibilità che, spesso, nascono nelle cantine come la nostra, e tante volte ci rimangono.

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