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Sound&Vision

Anastacia @ Pordenone Blues Festival

Giovanni Aiello
Scritto da Giovanni Aiello

Anastacia è squillante vita, felicità inattesa, musica sublime.

C’è una lunga fila fuori dal parco S. Valentino di Pordenone. Le nuvole sono minacciose, i tuoni rieccheggiano con l’eco di rimbalzo dalle vicine montagne.
La fila resta salda. La musica è decisamente più importante. Stanno aspettando l’apertura dei cancelli per entrare al concerto di Anastacia, in occasione del Pordenone Blues Festival.
L’ansia serpeggia dolce tra gli spettatori. Evoluzione. Evolution. Anastacia Evolution. Le luci si spengono.
Improvvisamente dall’alto del palco compare una sagoma, una luce, il cui campo gravitazionale cattura il pubblico e le lenti dei fotografi.
Il vigore della musica dell’artista statunitense è una granata al fosforo: dirompente e abbagliante! Scenografia e coreografie sono perfette, limpide.
I musicisti sono scatenati, meravigliosi spiriti di ritmo e melodia. Perché Anastacia non è solo una cantante, un’icona, una leggenda. E’ l’essenza di un’epoca, l’essere di un genere musicale, il Pop; che racchiude in sé le cesellate influenze del rock, del soul e dell’R&B.
Il concerto si svolge come una pergamena preziosa, dominato da quella Voce unica che timbra ricordi irripetibili nella memoria di chi l’ha sentita dal vivo.
Anastacia è sintesi e sviluppo artistico di eccezionale livello. Anastacia è squillante vita, felicità inattesa, musica sublime.
Anastacia è lo Sprock per Antonomasia.

Articolo e Fotografie di Giovanni Aiello

 

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