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Interviste MusicToGo

Alessio Calivi @ Ausonia Club + Videointervista

Fortunato Mannino

I concerti all’Ausonia Club continuano a far tappa e questa volta in stazione è stato Alessio Calivi, cantante e pluristrumentista che vi abbiamo presentato scrivendo di Sirene, Vetri, Urla e Paperelle.
Arrivo alle 20:30 e la terrazza ventilata dell’Ausonia Club offre il giusto ristoro all’afa estiva, oltre allo spettacolo unico dello Stretto che si ammanta dei colori del tramonto. La serata è densa di aspettative, Alessio sta portando in giro per l’Italia un progetto nuovo e questo, in terra calabra, nonché sua terra natia, è uno degli ultimi prima di dare ai brani la loro dimensione ultima in studio. Aspetto la messa a punto della strumentazione e poi, davanti ad una birra fresca, iniziamo a chiacchierare. Inevitabilmente iniziamo parlando di Sirene, Vetri, Urla e Paperelle e scopriamo che è un album che trae ispirazione dalla realtà. Tutti i personaggi e i suoni che lo popolano sono reali anche se filtrati dall’immaginario poetico di Alessio. È la brulicante, spesso drammatica, vita notturna di un quartiere di Milano a trovare spazio tra le note, i suoni e le parole di un album che ho scoperto tardi, ma che ancora oggi ascolto molto volentieri.
Alessio Calivi vive ormai da anni a Milano e nello svelarci la scena musicale milanese e i suoi retroscena su cui sorvolo, ci introduce a quello che è il suo nuovo progetto. Un progetto solista che è anche conseguenza della difficoltà che in Italia stanno vivendo le band a gestire i non compensi e la massificazione musicale. Ma l’entusiasmo che traspare nella voce, la versatilità e la passione che anima Alessio è palpabile quando parla di Kim Ree Heena.
Ci racconta che è un progetto nel quale confluiscono più arti anche se sul palco, almeno per ora, è solo. L’idea originaria era quella di musicare le scene più emozionanti dei film del regista russo Andrej Tarkovski, ma si è evoluto in qualcosa di più originale e coinvolge altre personalità: Salvatore Insana regista d’avanguardia che sulla Musica di Calvi ha pensato due cortometraggi, Noil Klune, al secolo Antonio Zappone, che ha realizzato i visual. Un progetto che, come dice lo stesso Calivi, è basato sullo scambio emozionale. La sua musica è perlopiù elettronica e, forse un po’ banalmente, la incastonerei in uno scenario post-rock anche se lui stesso, scettico alle etichettature, ci dice che ad emergere sono più gli ascolti e le radici che negli anni hanno forgiato la sua personalità musicale.
Le liriche, che ci svela essere state composte solo dopo la musica, sono più introspettive e meno realistiche. Le contaminazioni oltre alla grafica e al cinema coinvolgono la storia e la letteratura. In un brano è possibile distinguere la voce di Joseph Goebbels, in un altro quella di Carmelo Bene.
La conversazione ci rivela un ragazzo in gamba, con le idee chiare e una grande sensibilità musicale. L’intervista finisce e inizia l’attesa di un pubblico, quello reggino, che si dimostrerà insensibile all’evento, forse perché quando si parla di musica è più facile dare fiato alla bocca che andare a seguire un’anteprima che nel resto dello stivale e delle provincie calabresi ha avuto successo.
Il concerto c’è stato ed è stato molto bello, ma, visto che è rimasto nella sfera del privato, mi perdonerà il lettore non reggino, ho deciso di non fare foto. Una frase di Carmelo Bene, presente all’interno di un brano, la voglio, comunque, regalare perché densa di significati: la cultura è sempre stata circondata dalla cosiddetta santa ignoranza.
Un grazie ad Alessio Calivi, a Filippo Sorgonà e all’Ausonia Club per la passione e la qualità dei concerti che stanno proponendo.

Articolo di Fortunato Mannino

Videointervista di Caterina Lucia

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