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Recensioni

Alberto Cipolla – Branches

Annalisa Nicastro

Tocchi di dolcezza alternati a crescendo tumultuosi, questo album suona esattamente come la vita di ogni giorno fa con ognuno di noi.

Branches è il secondo album di Alberto Cipolla uscito qualche giorno fa per la MeatBeat Records. Questo nuovo lavoro dell’artista torinese è un concentrato di emozioni veicolate dal suo pianoforte e dal quartetto d’archi che lo supporta egregiamente insieme alle voci presenti.
Già il titolo dell’album fa chiarezza sul significato di ogni brano, che con un mood abbastanza cupo sottolinea le innumerevoli scelte che si presentano ogni giorno ad ognuno di noi. Come i rami di un albero si aprono diverse strade davanti a noi e a seconda di quale percorso si decida di fare alla fine arriviamo da qualche parte. Alla malinconia espressa musicalmente dal disco corrisponde un messaggio dello stesso molto positivo: “a volte percorsi inaspettati portano ai risultati migliori.“
La cifra stilistica della musica di Cipolla era già stata ben anticipata nel suo debut album, Soundtrack For Movies In Your Head (2014, Videoradio) apprezzatissimo dalla critica e dal pubblico, in cui il pianoforte era la sorgente dell’idea melodica che trascinava dietro di sé synth, sezione ritmica, archi e voce.
In questo nuovo lavoro sembra che tutti gli elementi sonori formino contemporaneamente un’ode compositiva unica, coesistono e si amalgamano infatti insieme il pianoforte, le voci, gli archi, i sinth. Talmente sono bravi che nominiamo tutti i musicisti di Branches: Alberto Cipolla (pianoforte, voce, synth), Giulia Subba (violino), Giulia Bachelet (viola), Alice Ghiretti (violoncello), Cecilia Siccardi (voce in “Timelapse”, seconde voci in “Two Lovers”), Cecilia Lasagno (arpa e seconde voci in “Foggy Day”), Raffaele D’Anello (batteria elettronica, percussioni, synth, programming)
ll  sound di Cipolla mescola elettronica, downtempo e classica ed è ispirato ad artisti come Chet Faker/Nick Murphy, Woodkid e Anhoni e lo stesso musicista torinese si apre, in questo nuovo lavoro, ad orizzonti musicali piu’ ampi: dalle tracce piu sperimentali come “No regrets” e “Aria”, si passa ad atmosfere decisamente piu’ intimiste dove è il pianoforte solo a farla da padrone come “Absence” e “Impromptu” e ad atmosfere piu orecchiabili come in “Two Lovers” e “Foggy Day” che convincono di meno rispetto alla forza delle altre composizioni presenti nell’album.
I brani di Alberto risvegliano nell’ascoltatore un potente immaginario cinematografico. Non è un caso se negli ultimi anni ha scritto, arrangiato e prodotto musiche per programmi tv nazionali, colonne sonore per film e documentari tra cui “Il Corridore” di Stefano Scarafia e Paolo Casalis, “Sagre Balere” di Alessandro Stevanon e “The Plan” di Paolo Dematteis, diversi cortometraggi di animazioni, musiche per spot promozionali di eventi e sonorizzazioni per mostre d’arte.
I 12 brani di Branches sono dunque molto suggestivi, così come i temi che esplora, alternando tocchi di dolcezza a crescendo tumultuosi, esattamente come la vita di ogni giorno fa con ognuno di noi.

About the author

Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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