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Al duo RezzaMastrella va il Leone D’Oro della Biennale Teatro 2018

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Scritto da dissolvenzelab

Ad Antonio Rezza e Flavia Mastrella, ovvero “RezzaMastrella”, va il Leone D’Oro alla carriera per il Teatro 2018.  Il premio sarà assegnato nel corso della Biennale a Venezia dal 20 luglio al 5 agosto 2018.
Apprendiamo questa notizia con gioia perché  il teatro di RezzaMastrella non è simile ad alcun altro, non si avvicina ad alcuna definizione, genere, aspettativa. Si ride, tanto, perché Rezza è uno straordinario interprete dell’assurdo e la sua comicità è dirompente, ma il suo è anche un teatro feroce, implacabile. Un umorismo tossico, che incalza, innervosisce, interroga, e crea dipendenza. Potremmo dire un teatro provocatorio, evidentemente, ove si intenda però che la provocazione non vuole essere il fine, tutt’al più un accidentale effetto collaterale.
Gli “habitat” (le scenografie di Flavia Mastrella) in cui si muovono i personaggi sono delle vere e proprie installazioni artistiche di teli e luci che arricchiscono la performance con suggestioni fotografiche, oniriche e visionarie.
Che sia su un palco o dietro una cinepresa, la compagnia RezzaMastrella ci mostra il suo sguardo arguto e sferzante su un mondo distorto. Ma non c’è accusa né denuncia nelle intenzioni, e lo chiarisce bene Antonio Rezza quando lo incontriamo: “L’intenzione uccide l’arte perché la vincola, mentre l’arte per sua natura deve essere libera, altrimenti non è arte ma truffa”.
Vi proponiamo le foto scattate durante il loro spettacolo “Fratto X” all’Elfo Puccini. L’incipit dello spettacolo: “La spensieratezza va stroncata alla nascita!” ci introduce a un affresco di personaggi e storie: uomini comuni con nomi comuni, coppie in lite perenne, personaggi in preda all’ansia, famiglie asfissianti, poliziotti sempre inclini alle manganellate.

Articolo e Foto di Helga Bernardini di DissolvenzeLab

 

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dissolvenzelab nasce dal desiderio di un gruppo di fotografi di allontanarsi dalla dimensione individuale tipica di chi pratica la fotografia per farne invece un progetto collettivo. Attraverso la relazione e lo scambio, siamo un laboratorio di formazione permanente, e nella ricerca di progetti fotografici condivisi concretizziamo il dissolversi di ogni blocco che mina la creatività e fossilizza il nostro punto di vista .Ogni scatto selezionato e' il frutto di una sintesi collettiva. Il metodo partecipativo che accomuna Dissolvenze Lab a SOund36 ha generato la scintilla da cui nasce questa preziosa collaborazione

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