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Recensioni

Accordo dei Contrari – Violato Intatto

Fortunato Mannino

In questo album ritroviamo gli Accordo dei Contrari in pieno stato di grazia

L’album che presentiamo oggi non è di quelli facili e immediati, ma di quelli destinati ad essere ricordati per la loro affascinante complessità. Un album che contamina jazz, prog e rock, che affida alla Musica e ai titoli dei brani un racconto lungo ben settantatré minuti e che concede all’ascoltatore la libertà di immaginare il proprio. Un racconto in musica diviso in quei due momenti che danno anche il titolo al quarto album degli Accordo dei Contrari: Violato Intatto.
La band ritorna, a distanza di tre anni dall’apprezzatissimo AdC, con un nuovo album e una novità importante: tra gli effettivi non vi è più un basso ma un sassofono. Ma a fare il disco non sono i componenti, ma la sinergia che vi è tra essi e l’ispirazione. E se questa è una regola, possiamo affermare che ritroviamo gli Accordo dei Contrari in pieno stato di grazia. Registrato in presa diretta in studio, Violato Intatto rivela un’energia e una creatività non indifferenti, infiniti passaggi e paesaggi che trovano nell’intesa e nella sinergia la sua omogeneità. Non mancano gli ospiti e a tal proposito mi piace ricordare la vocalist Patrizia Urbani che regala la sua voce a E Verde È L’ignoto Su Cui Corri, brano tra i più belli e intensi dell’intero album. Un titolo che potrebbe essere un verso ermetico a cui fanno eco quelli giocati su ossimori come Eros E Anteros O Di Eccezione In Varianti ma tutti, come scritto all’inizio, invogliano ad un viaggio introspettivo.
Un album che, ascolto dopo ascolto, regala squarci e visioni differenti che esaltano le qualità compositive di Giovanni Parmeggiani e la bravura tecnica della band.

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