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Interviste

Abba Zabba, Intervista

Annalisa Nicastro

la voglia di mettersi alle spalle ogni insicurezza e scrivere con leggerezza quello che viene da dentro

Abba Zabba è un musicista presente sulle nostre scene già da qualche anno, è uscito da pochi giorni il suo nuovo ep “Sereno”, per Jestrai Records. L’abbiamo incontrato in occasione dell’uscita del nuovo lavoro per fare quattro chiacchiere!

A distanza di qualche anno Abba Zabba torna con un nuovo ep “Sereno”, già il titolo ci dà un’indicazione sulla tua nuova direzione?
Il dizionario della lingua Italiana dice: “Del cielo azzurro e terso perché sgombro di
nubi, esente da turbamenti o preoccupazioni”
. Sereno è nato dal gioco tra queste due definizioni, con la voglia di mettersi alle spalle ogni insicurezza e scrivere con leggerezza quello che viene da dentro, indipendentemente dai cliché o dalle mode del momento.

Attraverso questo album c’è qualcosa in particolare che vuoi far arrivare ai tuoi ascoltatori?
Al giorno d’oggi, in un mondo fatto di schermi, veli e filtri di ogni tipo, scrivere mettendosi a nudo e poter suonare (chitarra e voce) in mezzo alle persone, in situazioni magari piccole, intime se vogliamo, mi riporta sempre a ricordare che siamo fatti per stare assieme, per condividere, magari anche se soltanto per una sera. Il pubblico di un concerto è “il concerto”.

Tra le altre cose questo è il tuo primo album in Italiano, come mai questa scelta per te insolita?come ti sei trovato con l’italiano?
Non è stata una vera e propria scelta, nel senso che varie volte avevo provato a scrivere in italiano, ma il risultato non era stato soddisfacente. Convinto che dovremmo essere noi i primi critici di noi stessi, ho aspettato la giusta ispirazione, mettendo pian piano a fuoco una sorta di vocabolario personale. In seguito devo dire che si sono rotte le acque, infatti nell’ultimo anno ho scritto quasi una trentina di pezzi. Credo si possa dire che mi sono trovato finalmente a mio agio.

Cosa significa per te essere cantautori al giorno d’oggi?
Mi nutro di musica 365 giorni all’anno, tra il mio lavoro di fonico live (giro da tre anni con i Mellow Mood) e lo studio di registrazione, non riesco proprio a farne a meno. La veste di cantautore in qualche modo riesce a chiudere il cerchio, essendo forse la forma più basilare e primordiale in cui presentarsi. In qualche modo cerco di essere sincero, perché il pubblico lo sa quando stai fingendo, se ne accorge subito. La gente non la freghi.

Annalisa Nicastro

About the author

Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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